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Judo

Marino Marcolina: “Le cose complicate non funzionano”

Udine, 28 maggio 2017. Sono arrivati in tanti, nella palestra dello Skorpion Pordenone, per testimoniare a Marino Marcolina l’affetto, la stima e la riconoscenza maturati in 30 o 40 anni di frequentazione e pratica judoistica. E da parte di chi non ha potuto esserci, è arrivata una lettera o un video-saluto per celebrare Marino ‘Maestro Benemerito’. Testimonianze, tutte vere, sincere, toccanti, così com’è Marino Marcolina. Uomo, Maestro, grande Judoka che, a 72 anni, ha messo a disposizione il suo pensiero sulla ‘lotta a terra’. Sul Judo. Sulla Vita. La filosofia di Marino Marcolina non è cambiata e per chi ha avuto la fortuna ed il privilegio d’incrociare la sua strada già 30 o 40 anni fa, ha ritrovato le stesse parole, gli stessi princìpi fondamentali: “Le cose complicate non funzionano”. Oggi, i gesti e le movenze di Marino, sono diversi da allora, 40 anni sono trascorsi da quando metteva al collo l’oro agli Assoluti, scalava le montagne, saliva sugli alberi, tracciava la via della vita per chi, con lui, della vita si innamorava. Anche l’efficacia delle sue parole oggi è diversa, perché sapendole intendere, sapendole ascoltare, è amplificata. Profonda, illuminata da un vissuto sempre sul tatami, anche se lontano dai riflettori, dai curricula e dalle autocelebrazioni. Con due tratti di pennarello sulla lavagna, accompagnanti da qualche parola, mai troppo difficile né banale, ed è stato chiaro come distribuire il peso del corpo. Abbattere un albero e, nel tronco mozzato, deporvi un fiore può apparire un’azione sproporzionata, forse brutale. Perché l’apparenza nasconde molto spesso una realtà diversa. L’albero, che si vede cadere nel video (di Giancarlo Pizzinato), era malato ed abbatterlo era diventato necessario. ‘Ci pensiamo noi’ disse Marino a Renata e Nino, i genitori di Giancarlo, che quell’albero l’avevano impiantato e fatto crescere. E poi stupiti e commossi, videro quelle mani enormi e rudi, sistemare dolcemente la terra nell’incavo del tronco, dare nuova vita. Erano molto giovani i ragazzi che accompagnarono con lo sguardo il lavoro di Marino. Qualcuno capì subito, altri ci misero del tempo. Certamente è stato così anche l’altra sera. Ad ascoltare il pensiero sulla ‘lotta a terra’ di Marino Marcolina c’erano anche giovani e giovanissimi. Chissà che cosa avranno pensato quando ha detto: “Le cose complicate non funzionano”. Qualcuno avrà capito subito, altri ci metteranno del tempo.

(Le foto sono di Maura Perricone)