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Lotta

Lotta, senza Freni: l’astro nascente della greco-romana sogna Tokyo 2020

Da Torino al tetto del Mondo. Giovanni Freni è l’astro nascente della lotta greco-romana: minuto, leggero, ma agile come pochi è riuscito a soli 20 anni a conquistare un titolo mondiale, due bronzi europei e solo due settimane fa a sfiorare il titolo continentale a Roma. Fermato solo dalla forte emozione, si è messo al collo la medaglia d’argento tra il tifo e l’affetto di famigliari, amici e compagni di squadra accorsi per stargli accanto. Giovanni inizia a lottare da bambino nella Polisportiva Carignano, seguendo le orme del padre, e subito si dimostra un talento: oggi ha trasformato la sua passione in lavoro entrando a fare parte del Gruppo Sportivo Fiamme Oro.

Giovanni, qual è il tuo sogno?
“Vincere le Olimpiadi per rendere orgogliosa mia figlia”.

Come hai scelto la lotta greco-romana?
“Nella palestra dove sono cresciuto praticavano prettamente questo stile. Io poi ho scoperto anche la libera e mi ci sono messo in gioco, tra l’altro vincendo anche qualche titolo italiano, ma nulla è come la greco-romana per me: ho capito che era più facile avere riscontri e miglioramenti nello stile con cui sono cresciuto piuttosto che ricominciare da zero in altro e portarli avanti entrambi avrebbe significato non raggiungere il massimo livello in nessuno dei due e restare mediocre. Io ho scelto di fare bene una cosa e punto a farla sempre meglio”
Il tuo percorso agli Europei di Roma è stato incredibile, ma poi in finale ti sei bloccato. Cos’è successo?
“Era passato un po’ dall’ultima finale importante e quando mi sono ritrovato dietro al sipario sentivo il tifo, la musica, poi ho visto il fumo, le luci, mi è salita l’ansia, non volevo sbagliare in casa e invece… Sono sicuro che se non mi fossi bloccato ce l’avrei fatta”.

Quindi il risultato ti lascia insoddisfatto…
“Si, è come quando stai vivendo un bellissimo sogno e ad un tratto ti svegli. Solo che quando mi sono svegliato la finale era finita e io avevo perso. Però, ora a mente lucida posso dirti che comunque il risveglio non è poi così male, un argento europeo vale tantissimo e io mi sono sacrificato tanto lavorando per arrivare fino a qui”.
Cos’hai provato quando hai visto la tua famiglia e i tuoi amici sugli spalti?
“Un’emozione incredibile. C’erano davvero tutti, anche la mia ragazza, e tutti con le lacrime agli occhi, non è stato facile contenere le mie. La risposta è: felicità, felicità e ancora felicità”.

E’ stato più emozionante il titolo mondiale cadetto o questo argento continentale in casa?
“Non riesco a fare una scelta perché il Mondiale ovviamente ha un certo spessore, poi è stata la mia prima medaglia importante, ma apprezzo in egual modo entrambi i risultati: due gioie diverse, ma che hanno lo stesso posto nel mio cuore”.
Quest’anno si conclude il tuo percorso giovanile, come vedi il tuo futuro nei seniores?
“Molto difficile, ma non impossibile. Per come mi sto impegnando ultimamente, e visto i risultati che arrivano, sono sempre più convinto che il lavoro paghi, basta continuare a testa bassa e fra un anno farsi trovare pronti”.

E fra due anni ti vedi a Tokyo 2020?
“Si, io ci credo. Voglio continuare alla grande soprattutto ora che sto per diventare padre, voglio rendere fiera ed orgogliosa di me mia figlia Sofia che nascerà fra due mesi”.
Un consiglio ai giovani che come te sognano di arrivare in alto nella lotta?
“Non scoraggiatevi mai. Anche se la nostra è una disciplina difficile e ci sono ancora delle Nazioni che si impongono in maniera importante, ricordatevi che siamo tutti uguali, basta solo lavorare sodo tutti i giorni con tanta determinazione e nessuna paura, di niente e di nessuno: non conta la nazionalità, non conta la statura, non conta la struttura fisica, ciò che conta è credere in se stessi, avere la giusta sicurezza e metterci testa e serietà prima di tutto, il resto viene dopo”.
Chiara Soldi