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Judo

L’8° dan di Palmiro Gaio il giorno dell’84° compleanno

È stato il pioniere che portò, assieme a pochi altri, la lotta giapponese (con il termine judo, al tempo, si doveva ancora prendere confidenza) in Friuli Venezia Giulia. È arrivato a Trieste e ha preso per mano la Ginnastica Triestina. Gli anni ’70 erano appena iniziati e, per la prima volta, arrivò in città Ken Otani, grande maestro giapponese che, per Palmiro Gaio, è stato l’insegnante ed ispiratore. È proprio di Palmiro Gaio che stiamo parlando, un punto di riferimento nella storia di questa disciplina, che potrebbe vantare titoli e qualifiche, anche se lui ha sempre tenuto un profilo composto, più propenso a riconoscere i meriti altrui che non i proprio. Maestro benmerito di judo, presidente onorario della federazione regionale (Fijlkam), nella sua lunga ed instancabile carriera ha cresciuto centinaia di atlete ed atleti, agonisti, amatori, giovani e giovanissimi, molti dei quali sono poi diventati tecnici e maestri a loro volta. Fra questi vale la pesa ricordare Monica Barbieri, grande campionessa, quindi insegnante con quella stessa Ginnastica Triestina che Palmiro Gaio ‘svezzò’ fino a quando scelse di fondare il Judo Club Ken Otani, un pensiero a quell’amato maestro scomparso il 31 marzo scorso a 97 anni. Ieri, Palmiro Gaio ha festeggiato il suo 84° compleanno, abbracciato da allievi di ieri e di oggi, amici e colleghi arrivati anche da fuori città. Per lui, sono arrivati due regali speciali. Unici! Una cintura nera firmata da Ken Otani, che il maestro giapponese spedì in Italia qualche giorno prima di andarsene. E poi la lettera della Fijlkam, datata 23 marzo, con il riconoscimento dell’ottavo dan. Un grado elevatissimo. Per il judo, nella nostra regione, è l’unico!