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Judo

Italia promossa a Zagabria, Basile: “3 medaglie su 6 gare, felice e al top!”

La medaglia d’argento di Fabio Basile è stata la perla che ha brillato di più nell’Italia che ha gareggiato nel Grand Prix a Zagabria. E se Basile è felice, tutta la squadra è felice, per lui, ma anche perché le cose stanno girando abbastanza bene per tutti ed il riscontro è arrivato anche dai quinti posti, ben tre con Andrea Carlino, Francesca Milani, Antonio Esposito e da come si sono battuti tutti gli azzurri, che hanno guardato negli occhi e fatto tremare i migliori al mondo, da Matteo Medves con Hifumi Abe, a Carola Paissoni con la francese Gahie, oppure Giorgia Stangherlin, Nicholas Mungai, Giuliano Loporchio che proprio oggi hanno messo le mani addosso a personaggi del tipo di Tcheumeo (Fra), Gonzalez (Cub) e Paltchik (Isr). Senza escludere nessuno, Francesca Giorda, Elios Manzi, Miriam Boi, Edwige Gwend, Leonardo Casaglia, tutti gli azzurri sono stati all’altezza e hanno dimostrato che l’alto livello, ormai, è maturato. Ma qual è lo stato d’animo di Fabio Basile, la perla che è brillata più di tutte?

“Sono soddisfatto, assolutamente sì, sono contento! – ha detto Fabio Basile – penso che la mia forma sia praticamente al top. La finale l’ho persa per sviste mie, ma Gjakova è sicuramente molto molto forte. Ha già vinto il Grand Slam a Parigi, i Giochi del Mediterraneo, ma questo è un incontro che sicuramente si può fare. Non l’ho presa male questa finale, perché la gara da vincere è il Mondiale”. “Sono arrivato a questo appuntamento con una bella preparazione, a casa a Settimo con Pierangelo. Ringrazio in modo speciale il Gruppo Sportivo dell’Esercito, i coach della Nazionale che mi sono sempre stati vicini, Roberto Meloni che mi ha seguito sino alla fine ed in un incontro, con Macias, è riuscito a trovare la chiave su una tecnica, quindi siamo una bella squadra e sono contento. Poverino Marco, il fisioterapista, che si è fatto letteralmente in quattro per risolvere un problema di crampi che da quando facevo i 60 kg che non mi capitava di avere. Non lo so perché, sicuramente la finale l’ho patita un po’ questa cosa dei crampi. Però sono felice, anche perché tre medaglie a 73 kg su sei gare fatte nel top level, direi…top!”

Con il Basile-pensiero è in sintonia anche lo staff tecnico presente a Zagabria con Luigi Guido, Roberto Meloni e Francesco Bruyere, che ha espresso una soddisfazione lucida e composta.

“Tutta la squadra ha dato il meglio in questo Grand Prix – ha detto Francesco Bruyere – chi trovando la strada per arrivare in fondo, ma anche chi si è fermato prima, perché siamo consapevoli che la quantità di lavoro attuale è elevata per arrivare in forma a Baku, fra due mesi. Stiamo allargando la rosa, stiamo mettendo a disposizione delle opportunità ed i feedback dei ragazzi sono positivi. Il clima nella squadra è sereno e motivato, questo ci consente di lavorare tanto coniugando esigenze che molto spesso sono diverse. Chiudiamo con una medaglia d’argento e tre quinti posti in un torneo ad altissimo livello, siamo sulla strada giusta!”.

I risultati della seconda e terza giornata

63: 1) Nabekura (Giap); 2) Trstenjak (Slo); 3) Castilhos (Bra) e Beauchemin-Pinard (Can)

70: 1) Gahie (Fra); 2) Ono (Giap); 3) Conway (Gbr) e Niang (Mar)

73: 1) Gjakova (Kos); 2) Basile (Ita); 3) Butbul (Isr) e Orujov (Aze)

81: 1) Ressel (Ger); 2) Casse (Bel); 3) Fujiwara (Giap) e Egutidze (Por)

 

90: 1) Tchrikishvili (Geo); 2) Gonzalez (Cub); 3) Mehdiyev (Aze) e Majdov (Srb)

100: 1) Ilyasov (Rus); 2) Reyes (Can); 3) Iida (Jpn) e Taveluri (Geo)

+100: 1) Tushishvili (Geo); 2) Sasson (Isr); 3) Tasoev (Rus) e Khammo (Ucr)

78: 1) Malonga (Fra); 2) Apotekar (Slo); 3) Tcheumeo (Fra) e Wagner (Ger)

+78: 1) Velensek (Slo); 2) Cheikh Rouhou (Tur); 3) Kalanina (Ucr) e Asahina (Jpn)