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Day 21 luglio 2018

Arriva il re della lotta a terra, stage a Lignano con il brasiliano Flavio Canto

Tutto è pronto e dalle 10 di domani, domenica 22 luglio, nella palestra delle piscine nel Bella Italia Village a Lignano Sabbiadoro, entrerà in azione il brasiliano Flavio Canto, ‘The king of ne-waza’. Quarantatre anni, una brillante carriera agonistica con due Olimpiadi in cui ha ottenuto un settimo (Atlanta 1996) ed un terzo posto (Atene 2004) ed un’abilità universalmente riconosciuta nella lotta a terra che deriva anche dall’esperienza nel ju-jitsu brasiliano e gli è valsa, appunto, l’etichetta di Re del Ne-Waza. A portarlo per la prima volta nella nostra regione è stato Catalin Guica, tecnico dello Shidokan Fontanafredda, club di judo di recentissima costituzione guidato da Manila Dall’Agnese che è, fra l’altro, la mamma del campione italiano juniores 2018, Kenny Bedel, punta di diamante di un bel gruppo di giovani appassionati e volonterosi. “Per essere il nostro primo stage come società neo nata – ha detto Manila Dall’Agnese – sono molto contenta della partecipazione e dell’organizzazione, nel nostro piccolo siamo già riusciti a fare molto. Ringrazio tutti coloro che ci hanno aiutato e sostenuto”. Circa un centinaio gli atleti che parteciperanno alle lezioni del campione brasiliano e, fra questi, anche Ecaterina Guica, la figlia 24enne di Catalin, che gareggia per il Canada ed è attualmente al 20esimo posto nella classifica mondiale dei 52 kg. Il programma degli allenamenti aperto a tutti (età minima 14 anni) inizia domenica (10-12.30 e 17-19.30) e prosegue lunedì e martedì (stessi orari d’inizio) per concludersi mercoledì 25 con la rivisitazione di tutti i temi trattati (10-13).

Armanelli settimo con la squadra al Mondiale a Kobe

Il settimo posto a squadre nel campionato del mondo universitario a Kobe va decisamente stretto a Nico Armanelli, campione di karate del Bushido Dojo Udine che si è battuto con la maglia azzurra nei +84 kg. Sconfitto nella gara individuale dal saudita Tareg Hamedi, iridato U21 nel 2015, Armanelli e compagni hanno cercato il riscatto nella gara a squadre e dopo aver superato il Brasile, è arrivata un’inevitabile sconfitta con il Giappone per trovarsi poi con l’Arabia Saudita nei recuperi. Armanelli ha portato a casa il punto e si è arrivati all’ultimo incontro sul 2-2. Un pari sarebbe stato sufficiente a spedire l’Italia in finale per il bronzo. E invece, è finita 3-2 per i sauditi. “È stata la regola del primo punto che ci ha fregati – ha detto Nico Armanelli – nel primo combattimento infatti, il nostro compagno è andato subito sotto 0-1, poi ha recuperato ed a 3 secondi dalla fine vinceva 5-4. Una distrazione, l’altro lo ha ‘beccato’ sul tempo, 5-5, ma la vittoria è andata al saudita perché ha messo a segno il primo punto. La sfuriata del coach è arrivata per tutti, perché a squadre si vince e si perde tutti assieme e così abbiamo detto addio ad una possibile medaglia di bronzo”. Ancora poche ore prima di lasciare il Giappone e fare ritorno a casa, dove Nico si rimetterà al lavoro per preparare i prossimi appuntamenti. Che cosa ti lascia l’esperienza mondiale a Kobe? “Un risultato che mi lascia l’amaro in bocca – ha detto Nico Armanelli – e la consapevolezza che con un po’ di fortuna in più sarei riuscito a fare sicuramente meglio. Mi ero preparato bene con il mio coach, Michele Roiatti, e fisicamente sto bene. Non sono stato particolarmente fortunato nella gara individuale, tanto meno in quella a squadre, ma quando si fanno i sorteggi non sai mai chi ti capita, e ci sta. Ora bisogna mettere l’esperienza in valigia e tornare a casa a lavorare per i prossimi appuntamenti di K1 Premier League”.