vai al vecchio sito

Day 20 luglio 2018

La forza del singolo, il sostegno del gruppo

Uno dei principi base del judo, trasmessomi dal mio Maestro, si può riassumere più o meno così: “Judo è uno sport di gruppo anche se poi si gareggia da soli”.
La dottrina giapponese si basa su un principio tanto semplice quanto profondo: Tori e Uke non sono due avversari, ma due compagni che si aiutano vicendevolmente per crescere e progredire assieme. Avere un buon Uke non serve solamente a dare sfoggio delle proprie abilità nella proiezione, ma è fondamentale per capire cosa stiamo sbagliando, correggere il tiro e migliorare.
Secondo principio base: non bisogna mai fissarsi e scegliere un unico Uke, ma confrontarsi sempre con Uke diversi (anzi: il più diversi possibile!!!) perché ognuno reagisce a modo suo, ognuno ha una propria corporatura ed una propria fisicità, che ci consente di trovare nuovi movimenti, nuove occasioni di entrata, nuovi stimoli e ci obbliga a cercare differenti modi per avere la meglio nella pratica dello shiai.
Terzo principio base: stare assieme deve essere un piacere e non una forzatura. Queste righe nascono al termine di una serata con gli amici e gli Uke di una vita, oltre che con gli insegnanti e i Maestri di una vita! Perché il judo non finisce alla fine del corso, ma continua anche quando si sta insieme in compagnia, a fine allenamento così come a fine stagione. Del resto, non è anche questo un modo per migliorarsi, stare insieme e progredire?

a cura del Media Team FVG (fz)

Sfumato il sogno mondiale di Armanelli, ma c’è ancora la gara squadre

Ci sarebbe voluta un’impresa che, purtroppo, non c’è stata. A Kobe, il campionato del mondo universitario di Nico Armanelli si è fermato al primo turno dei +84 kg, con il saudita Tareg Hamedi. Già campione del mondo juniores nel 2015, il saudita era una delle teste di serie della categoria, ma il campione del Bushido Dojo Udine ce l’ha messa tutta per contrastare il pronostico. “Il combattimento è andato più o meno bene – ha detto Nico – quello è forte, è stato campione del mondo U21 e comunque fa sempre risultati. Certo, sono stato un po’ sfortunato a beccarmelo al primo incontro… e poi gli è stato dato un punto che avevo palesemente parato (nella foto), poco cambia però, sarebbe finita 3-1 invece di 6-1. Ripensandoci a freddo, ritengo di aver perso un po’ di tempo nello studio iniziale, perché lui ha giocato sugli anticipi, e ha approfittato della mia titubanza sulle partenze. E poi, non sono più riuscito a recuperare. In ogni caso, tutta la mia pool era ‘tosta’ ed infatti, eravamo sicuri che Hamedi andasse in finale e mi ripescasse, invece l’ungherese che è una montagna gli ha fatto male alle costole e ha vinto 1-0. Il colpo ha condizionato il saudita che non ce la faceva a combattere e quando sono andato via era ancora con i medici”. Il mondiale di Nico Armanelli però, non è finito, perché domani è in programma la gara a squadre che, al momento, il sorteggio ha abbinato l’Italia con il Brasile e poi ci sarebbe il Giappone. “È probabile che le pool vengano risorteggiate – ha aggiunto Armanelli – e dico probabile perché nella nostra semi-pool ci sono 4 squadre, sotto erano 3 poi una squadra si è ritirata, quindi la situazione dovrebbe essere ragionevolmente bilanciata”.