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Month luglio 2018

Europei Juniores di lotta, l’argento di Giovanni Freni è la prima medaglia per l’Italia

E’ di Giovanni Freni la prima medaglia azzurra agli Europei juniores di lotta in svolgimento a Roma, nel PalaFIJLKAM di Ostia Lido. Il risultato è stato ottenuto da giovane atleta torinese, che milita nelle Fiamme Oro, nella categoria più leggera della greco romana, i 55 chilogrammi. Protagonista ieri di una gara senza sbavature, Freni ha conquistato la finale superando senza esitazioni il portoghese Cardoso Oliveira Silva (8 a 0 in 50”), l’ucraino Kuzco (11 a 0) e il russo Ivanov 4 a 0. Oggi ad aspettarlo sul parterre europeo ha trovato l’armeno Tigran Minasyan contro il quale non ha potuto opporsi e che lo ha “relegato” al secondo posto. “Sono comunque felice della gara che ho fatto – ha commentato a caldo Giovanni Freni – anche se questa finale avrei potuto giocarmela diversamente. Ma ero veramente troppo emozionato, non so aggiungere altro, solo che ero troppo emozionato. Il fatto di lottare in casa di fronte al mio pubblico, il peso delle aspettative, non so… magari avrei perso lo stesso però ero bloccato e non ho saputo esprimermi al massimo. Comunque ho preso una medaglia di valore, in fin dei conti, e sono felice lo stesso. L’oro è rimandato a settembre, ai mondiali cercherò di fare ancora meglio”. Domani in gara anche le donne, da venerdì a domenica 5 agosto lo stile libero.

Italia promossa a Zagabria, Basile: “3 medaglie su 6 gare, felice e al top!”

La medaglia d’argento di Fabio Basile è stata la perla che ha brillato di più nell’Italia che ha gareggiato nel Grand Prix a Zagabria. E se Basile è felice, tutta la squadra è felice, per lui, ma anche perché le cose stanno girando abbastanza bene per tutti ed il riscontro è arrivato anche dai quinti posti, ben tre con Andrea Carlino, Francesca Milani, Antonio Esposito e da come si sono battuti tutti gli azzurri, che hanno guardato negli occhi e fatto tremare i migliori al mondo, da Matteo Medves con Hifumi Abe, a Carola Paissoni con la francese Gahie, oppure Giorgia Stangherlin, Nicholas Mungai, Giuliano Loporchio che proprio oggi hanno messo le mani addosso a personaggi del tipo di Tcheumeo (Fra), Gonzalez (Cub) e Paltchik (Isr). Senza escludere nessuno, Francesca Giorda, Elios Manzi, Miriam Boi, Edwige Gwend, Leonardo Casaglia, tutti gli azzurri sono stati all’altezza e hanno dimostrato che l’alto livello, ormai, è maturato. Ma qual è lo stato d’animo di Fabio Basile, la perla che è brillata più di tutte?

“Sono soddisfatto, assolutamente sì, sono contento! – ha detto Fabio Basile – penso che la mia forma sia praticamente al top. La finale l’ho persa per sviste mie, ma Gjakova è sicuramente molto molto forte. Ha già vinto il Grand Slam a Parigi, i Giochi del Mediterraneo, ma questo è un incontro che sicuramente si può fare. Non l’ho presa male questa finale, perché la gara da vincere è il Mondiale”. “Sono arrivato a questo appuntamento con una bella preparazione, a casa a Settimo con Pierangelo. Ringrazio in modo speciale il Gruppo Sportivo dell’Esercito, i coach della Nazionale che mi sono sempre stati vicini, Roberto Meloni che mi ha seguito sino alla fine ed in un incontro, con Macias, è riuscito a trovare la chiave su una tecnica, quindi siamo una bella squadra e sono contento. Poverino Marco, il fisioterapista, che si è fatto letteralmente in quattro per risolvere un problema di crampi che da quando facevo i 60 kg che non mi capitava di avere. Non lo so perché, sicuramente la finale l’ho patita un po’ questa cosa dei crampi. Però sono felice, anche perché tre medaglie a 73 kg su sei gare fatte nel top level, direi…top!”

Con il Basile-pensiero è in sintonia anche lo staff tecnico presente a Zagabria con Luigi Guido, Roberto Meloni e Francesco Bruyere, che ha espresso una soddisfazione lucida e composta.

“Tutta la squadra ha dato il meglio in questo Grand Prix – ha detto Francesco Bruyere – chi trovando la strada per arrivare in fondo, ma anche chi si è fermato prima, perché siamo consapevoli che la quantità di lavoro attuale è elevata per arrivare in forma a Baku, fra due mesi. Stiamo allargando la rosa, stiamo mettendo a disposizione delle opportunità ed i feedback dei ragazzi sono positivi. Il clima nella squadra è sereno e motivato, questo ci consente di lavorare tanto coniugando esigenze che molto spesso sono diverse. Chiudiamo con una medaglia d’argento e tre quinti posti in un torneo ad altissimo livello, siamo sulla strada giusta!”.

I risultati della seconda e terza giornata

63: 1) Nabekura (Giap); 2) Trstenjak (Slo); 3) Castilhos (Bra) e Beauchemin-Pinard (Can)

70: 1) Gahie (Fra); 2) Ono (Giap); 3) Conway (Gbr) e Niang (Mar)

73: 1) Gjakova (Kos); 2) Basile (Ita); 3) Butbul (Isr) e Orujov (Aze)

81: 1) Ressel (Ger); 2) Casse (Bel); 3) Fujiwara (Giap) e Egutidze (Por)

 

90: 1) Tchrikishvili (Geo); 2) Gonzalez (Cub); 3) Mehdiyev (Aze) e Majdov (Srb)

100: 1) Ilyasov (Rus); 2) Reyes (Can); 3) Iida (Jpn) e Taveluri (Geo)

+100: 1) Tushishvili (Geo); 2) Sasson (Isr); 3) Tasoev (Rus) e Khammo (Ucr)

78: 1) Malonga (Fra); 2) Apotekar (Slo); 3) Tcheumeo (Fra) e Wagner (Ger)

+78: 1) Velensek (Slo); 2) Cheikh Rouhou (Tur); 3) Kalanina (Ucr) e Asahina (Jpn)

Lotta, scattano gli Europei juniores: 28 azzurri in cerca del titolo

Si sono accesi i riflettori sul PalaPellicone di Ostia per i Campionati Europei Juniores. Dopo 24 anni dall’ultima rassegna continentale sul suolo del nostro Paese, la rassegna continentale torna in Italia con la classe juniores protagonista. Numeri importanti per il Centro Olimpico Federale che da venerdì scorso ha accolto 467 atleti, provenienti da 36 Nazioni, pronti a sfidarsi per il titolo da oggi fino a domenica 5 agosto. Ben 28, invece, gli azzurri convocati in tutti e tre gli stili: 10 per la greco-romana, 10 per la femminile e 8 per lo stile libero.
SFIDA Sette giorni di competizioni ad altissimo livello con tanti campioni in gara e fuori: da Frank Chamizo a Jordan Borroughs, molte saranno le star da tutto il mondo che si aggireranno per il palazzetto a sostegno dei più giovani impegnati sulle materassine. Una sfida a tutto tondo quella intrapresa dalla Fijlkam per il rilancio della lotta italiana anche dal punto di vista organizzativo con l’obiettivo futuro di presentare un evento internazionale, in termini di Europei o Mondiali, tutti gli anni nel territorio nazionale. Occhi puntati quindi su Ostia: lunedì e martedì in gara gli atleti della greco-romana, da mercoledì via al femminile e nel fine settimana a chiudere sarà lo stile libero.
GLI AZZURRI Ecco gli azzurri in gara da lunedì a domenica. Greco Romana: Giovanni Freni (55 kg), Jacopo Sandron (60 kg), Fabio Carbone (63 kg), Ignazio Sanfilippo (67 kg), Simone Tripodi (72 kg), Mirco Minguzzi (77 kg), Antonio Malangone (82 kg), Simone Fidelbo (87 kg), Luca Svaicari (97 kg), Federico Moretti (130 kg); Femminile: Emanuela Liuzzi (50 kg), Carmen Catania (53 kg), Teresa Lumia (55 kg), Lisa Galvagni (57 kg), Morena De Vita (59 kg), Elena Esposito (62 kg), Aurora Campagna (65 kg), Arianna Vettori (68 kg), Enrica Rinaldi (72 kg), Eleni Pjollaj (76 kg); Stile Libero: Virgilio Guarino (57 kg), Francesco Gaddini (65 kg), Jacopo Masotti (70 kg), Salvatore Diana (74 kg), Saverio Ceccarini (79 kg), Gabriele Doro (86 kg), Gabriele Strippoli (92 kg), Luis Maku (97 kg).

Milani e Carlino, due medaglie di legno pregiato nel Grand Prix a Zagabria

Sono due bei quinti posti quelli ottenuti da Francesca Milani e Andrea Carlino nella prima giornata del Grand Prix a Zagabria. Due atleti in finale per la medaglia di bronzo e rimanere poi a mani vuote è un dispiacere, che in questo caso è stato stemperato perché in un livello di gara ben espresso dai soli numeri, 512 atleti, 78 nazioni, le prestazioni di Milani nei 48 kg e Carlino nei 60 kg sono state semplicemente eccellenti. “Gara di altissimo livello – ha detto coach Francesco Bruyere – ma la prima giornata parla chiaro, siamo sempre più competitivi in tutte le categorie. Davvero ottima prestazione di Francy Milani, ha trovato la sua dimensione a questo livello e sono convinto che possa giocarsela con tutte. Buona anche la gara di Andrea Carlino, quinto posto, ma disputando una grande semifinale con Takato. Un po’ di rammarico per Medves e Manzi, potenzialmente entrambi da medaglia. Buona la prima!”. Si sono battuti bene Matteo Medves ed Elios Manzi nei 66 kg, ma anche Francesca Giorda nei 48 kg e Miriam Boi nei 57 kg. “Oggi mi sentivo bene, ma soprattutto tranquilla. – ha detto Francesca Milani – Il mio unico pensiero era divertirmi e dare il massimo. Ho avuto ottime sensazioni e so di esserci anch’io! Peccato per non aver conquistato la medaglia, ma so dove ho sbagliato e so anche che migliorando i dettagli posso fare grandi cose. Il mio obiettivo rimane sempre lo stesso!!!”. “La gara non è andata male. – è stato il commento di Andrea Carlino – man mano che andavo avanti nel tabellone, il livello degli avversari saliva ed io ero sempre più motivato a far bene. Nella semifinale e poi nella finale per il bronzo ho fatto degli errori e, forse, è pesata l’esperienza degli avversari. Non mi accontento e guardo avanti per migliorare”. “Le sensazioni provate sono state tutte positive – ha detto Matteo Medves – il primo incontro è filato via abbastanza liscio, ho saputo leggerlo nel modo giusto e portarlo a casa senza eccessivo dispendio. Poi, con Abe, ero consapevole di chi avevo di fronte, ma questo non mi ha creato agitazione, anzi, pensavo che mi sarei scontrato contro un muro ed invece, soprattutto nella prima parte dell’incontro, ho sentito che nel muro c’erano delle crepe, e da lì cercare di farlo cadere. Sul suo secondo attacco di sode, ho pensato di averlo evitato nuovamente e, sulla prosecuzione, sono rotolato con lui, a terra poi, sono rimasto troppo fermo, a difendere. Ma la prossima volta non sarà così”. Sabato (inizio alle 10) seconda giornata con Edwige Gwend (63), Carola Paissoni (70), Fabio Basile, Leonardo Casaglia (73), Antonio Esposito (81). Le gare di sabato fra l’altro saranno trasmesse in diretta dalle 17 alle 19 su SportItalia (dalle 9 alle 10.30 la sintesi delle gare di venerdì), e lo stesso avverrà domenica con le gare in diretta dalle 17 alle 19.

Così sul podio nella prima giornata

48: 1) Bilodid (Ucr); 2) Dolgova (Rus); 3) Galbadrakh (Kaz) e Tonaki (Giap)

52: 1) Shishime (Giap); 2) Buchard (Fra); 3) Van Snick (Bel) e Delgado (Usa)

57: 1) Deguchi (Can); 2) Klimkait (Can); 3) Karakas (Ung) e Funakubo (Giap)

60: 1) Takato (Giap); 2) Diaz (Usa); 3) Pulkrabek (Cze) e Mckenzie (Gbr)

66: 1) Flicker (Isr); 2) Zantaraia (Ucr); 3) Abe (Giap) e Shmailov (Isr)

Bedel e Momentè a Berlino per l’European Cup Junior

Ci sono anche il pordenonese Kenny Bedel e l’azzanese che studia a Bologna, Mariasole Momentè fra i 48 atleti italiani che sabato e domenica parteciperanno all’European Cup Junior a Berlino, in programma nello Sportforum Berlin-Hohenschönhaus con 565 atleti da 38 nazioni. Questo il programma.

Sabato, 28: F -44, -48, -52, -57 kg; M: -55, -60, -66, -73 kg

10:00 Eliminatorie/Recuperi/Semifinali

16:30 Ceremonia apertura

A seguire Final Block

Domenica, 29: F -63, -70, -78,+78 kg; M: -81, -90, -100, +100 kg

10:00 Eliminatorie/Recuperi/Semifinali

16:00 Final Block

In 14 a Zagabria per un Grand Prix raddoppiato, Esposito: “finalmente senza acciacchi”

Da venerdì a domenica il Grand Prix a Zagabria metterà a confronto 573 atleti provenienti da 81 nazioni, per una partecipazione che sfiora il raddoppio rispetto la precedente edizione, che alla fine di settembre 2017 portò nella Zagreb Arena 292 atleti di 47 nazioni. La corsa per la qualificazione olimpica iniziata due mesi fa ed il campionato del mondo in programma a Baku fra due mesi sono le motivazioni di un incremento che non è soltanto numerico e vedrà impegnati anche un numero molto alto di atleti top-ranking. “Ultimo appuntamento per la nazionale prima della preparazione estiva per il campionato del mondo – ha detto il coach Francesco Bruyere – la squadra è composta da 14 atleti e comprende i 6 già designati per il mondiale, con l’eccezione di Odette che, causa lavoro intensivo per il recupero dall’infortunio, gareggerà il 10 agosto a Budapest e altri 8 a caccia di una medaglia per essere inseriti nella prima squadra”. La squadra azzurra guidata dai tecnici Luigi Guido, Francesco Bruyere, Roberto Meloni è composta da 14 atleti, Francesca Milani (48), Francesca Giorda (52), Miriam Boi (57), Edwige Gwend (63), Carola Paissoni (70), Giorgia Stangherlin (78), Andrea Carlino (60), Elios Manzi (66), Matteo Medves (66), Fabio Basile, Leonardo Casaglia (73), Antonio Esposito (81), Nicholas Mungai (90), Giuliano Loporchio (100). Fra gli atleti già selezionati per i mondiali c’è Edwige Gwend, che è “serena come sempre – così ha detto – è una gara di passaggio per testare lo stato di forma con obiettivo mondiale”. E c’è Antonio Esposito, che a sua volta ha detto: “Mi sono allenato duramente per preparare questa gara e fisicamente finalmente non ho acciacchi, mi aspetto di fare una bella gara e di divertirmi”. “Sono davvero contenta di quest’occasione – ha detto invece Francesca Giorda – e soprattutto entusiasta all’idea di testare una seconda volta la nuova categoria. Mi sto allenando molto, mi sto divertendo tanto e le mie aspettative sono elevate”. “Il livello di questa competizione è alto – ha commentato invece Andrea Carlino – arrivo da un periodo di duri allenamenti e un’ottima preparazione, manca solo qualche rifinitura per il peso. Sono pronto e cercherò di dare il mio meglio”.

A tre mesi esatti dall’argento agli Europei a Tel Aviv, Matteo Medves ritorna dunque a battersi a Zagabria, dove l’anno scorso ottenne la prima medaglia in un Grand Prix. “Zagabria, soprattutto quest’anno, sarà una gara molto impegnativa – ha detto Matteo Medves – ed è per me la prima dopo essermi sistemato il gomito. Non sono ancora in condizioni ottimali, ma ho insistito per poterla fare perché sento l’esigenza di ritrovare le sensazioni della gara prima di affrontare il Mondiale. Che cosa mi aspetto? Niente di particolare, vivere la gara intensamente, incontro per incontro”. Più o meno, le stesse cose Matteo Medves le disse alla vigilia degli Europei in cui ebbe una parte da protagonista.

Le gare del Grand Prix a Zagabria saranno messe in onda su SportItalia sabato dalle 9 alle 10.30 (differita delle gare di venerdì), dalle 17 alle 19 in diretta e domenica dalle 17 alle 19 in diretta.

 

Sconfitta costruttiva per Zanetti al Mondiale di Sumo a Taiwan

Enrico Zanetti ha fatto il suo esordio ai mondiali Senior di Sumo svoltisi questo weekend (21 e 22 luglio) a Taiwan. L’atleta friulano non ha potuto gareggiare però nella categoria che lo ha visto laurearsi vice-campione Europeo (115 kg), ma ha dovuto confrontarsi con gli atleti degli oltre 115 kg. La gara del 19enne friulano (tesserato con il Judo Kawa di Pordenone) non è andata secondo le aspettative, ma il tecnico pordenonese Gianni Finati si dice comunque soddisfatto dell’esordio mondiale del suo atleta, sapendo che ci sono ancora margini di miglioramento e che questo deve essere uno spunto per lavorare con crescente entusiasmo per il futuro. (Media Team – FZ)

Flavio Canto a Lignano, lo Shidokan ci ha portato un tecnico magico

E’ stata una bella giornata quella di domenica 22 luglio a Lignano, oltre le aspettative non solo meteorologiche: il club del maestro Guica Catalin nel primo giorno dello stage che dura fino a mercoledì 25, ha portato oltre una cinquantina di judoka e jiujiteri a seguire parole e movimenti del “rei do ne-waza”. Flavio Canto inizia stringendo la mano a tutti. E racconta la sua storia, di praticante che inizia a 13 anni a seguito di un episodio di bullismo e dell’onda mediatica dell’oro brasiliano di Aurelio Miguel a Seoul 1988; della sua vita di viaggiatore grazie alla sua famiglia, della contiguità tra ricchezza e povertà a Rio de Janeiro, della svolta e della motivazione che lo ha portato a fondare l’istituto Reacao, che con 10 club raccoglie oltre 1500 ragazzi, della maglia dell’istituto sulla bara di un giovane morto sparato, dei programmi Education, Black Belt e Olympic, in cui si insegna ai giovani che possono diventare quello che volgliono: Rafaela Silva è una di questi, ed ha conquistato l’oro olimpico a pochi chilometri dalla favela in cui è nata. Poi inizia a parlare del suo judo, che è partito con settimane scandite da due giorni di tecnica nella lotta in piedi, due di tecnica nella lotta a terra e uno di combattimento, della Rio che era negli anni 90 l’unica città in cui si praticava Brasilian jiu jitsu, del fatto che non esiste distinzione per lui tra judo e Bjj, conta solo quel che succede a terra. Cambia la gestione del tempo, in quanto per il judoka competitivo il lavoro a terra doveva portare a finalizzazione in tempi brevissimi, entro 10 secondi un tempo, ora in 20. Racconta di come ci siano due strade per chi si allena nel ne waza, quella per diventare forte, e quella per diventare magico. Lo stage vuole introdurre alla seconda via. Il tutto è raccontato sempre col sorriso e illustrato con enorme facilità di movimento. Il mindset è quello di essere sempre all’attacco da qualsiasi delle 6 situazioni che si possono verificare nel gioco a terra, non esiste difesa ed è questa la stessa attitudine di grandi campioni del Bjj come Jacare o Roger Gracie. Si inizia la pratica con esercizi di allungamento; “hei judoka, la scioltezza serve”, e con una rassegna di movimenti, di fondamentali da praticare da soli e in coppia, che sono gli elementi su cui poi si potrà costruire liberamente. “Non è matematica”. Si affrontanono gradualmente i casi, costruendoli con una didattica fine che porta a gestire lo spazio, con estremo controllo di dettagli che nell’esecuzione rapida divengono invisibili. E poi randori, piacevole anche per uno stage tecnico. Nelle prossime giornate lo stage sarà impreziosito ulteriormente dall’aggiunta delle sessioni tecniche di Flavio Canto, da sessioni mattutine e serali di randori “pesante”, in preparazione agli appuntamenti agonistici internazionali di fine luglio degli atleti dello Shidokan. Ricchissima giornata a Lignano quella del 22 luglio. Davvero un peccato che la partecipazione, in particolare dei tecnici regionali, sia stata contenuta. Chi può non perda l’occasione di fruire dell’insegnamento di questo uomo, re del ne-waza. Un ringraziamento va a Cinzia Valle dell’ASD Kuma per il prezioso lavoro di traduzione, ed al network Cauliflower Team che ha coinvolto praticanti di BJJ nell’evento. (Media Team – PLB)

Arriva il re della lotta a terra, stage a Lignano con il brasiliano Flavio Canto

Tutto è pronto e dalle 10 di domani, domenica 22 luglio, nella palestra delle piscine nel Bella Italia Village a Lignano Sabbiadoro, entrerà in azione il brasiliano Flavio Canto, ‘The king of ne-waza’. Quarantatre anni, una brillante carriera agonistica con due Olimpiadi in cui ha ottenuto un settimo (Atlanta 1996) ed un terzo posto (Atene 2004) ed un’abilità universalmente riconosciuta nella lotta a terra che deriva anche dall’esperienza nel ju-jitsu brasiliano e gli è valsa, appunto, l’etichetta di Re del Ne-Waza. A portarlo per la prima volta nella nostra regione è stato Catalin Guica, tecnico dello Shidokan Fontanafredda, club di judo di recentissima costituzione guidato da Manila Dall’Agnese che è, fra l’altro, la mamma del campione italiano juniores 2018, Kenny Bedel, punta di diamante di un bel gruppo di giovani appassionati e volonterosi. “Per essere il nostro primo stage come società neo nata – ha detto Manila Dall’Agnese – sono molto contenta della partecipazione e dell’organizzazione, nel nostro piccolo siamo già riusciti a fare molto. Ringrazio tutti coloro che ci hanno aiutato e sostenuto”. Circa un centinaio gli atleti che parteciperanno alle lezioni del campione brasiliano e, fra questi, anche Ecaterina Guica, la figlia 24enne di Catalin, che gareggia per il Canada ed è attualmente al 20esimo posto nella classifica mondiale dei 52 kg. Il programma degli allenamenti aperto a tutti (età minima 14 anni) inizia domenica (10-12.30 e 17-19.30) e prosegue lunedì e martedì (stessi orari d’inizio) per concludersi mercoledì 25 con la rivisitazione di tutti i temi trattati (10-13).

Armanelli settimo con la squadra al Mondiale a Kobe

Il settimo posto a squadre nel campionato del mondo universitario a Kobe va decisamente stretto a Nico Armanelli, campione di karate del Bushido Dojo Udine che si è battuto con la maglia azzurra nei +84 kg. Sconfitto nella gara individuale dal saudita Tareg Hamedi, iridato U21 nel 2015, Armanelli e compagni hanno cercato il riscatto nella gara a squadre e dopo aver superato il Brasile, è arrivata un’inevitabile sconfitta con il Giappone per trovarsi poi con l’Arabia Saudita nei recuperi. Armanelli ha portato a casa il punto e si è arrivati all’ultimo incontro sul 2-2. Un pari sarebbe stato sufficiente a spedire l’Italia in finale per il bronzo. E invece, è finita 3-2 per i sauditi. “È stata la regola del primo punto che ci ha fregati – ha detto Nico Armanelli – nel primo combattimento infatti, il nostro compagno è andato subito sotto 0-1, poi ha recuperato ed a 3 secondi dalla fine vinceva 5-4. Una distrazione, l’altro lo ha ‘beccato’ sul tempo, 5-5, ma la vittoria è andata al saudita perché ha messo a segno il primo punto. La sfuriata del coach è arrivata per tutti, perché a squadre si vince e si perde tutti assieme e così abbiamo detto addio ad una possibile medaglia di bronzo”. Ancora poche ore prima di lasciare il Giappone e fare ritorno a casa, dove Nico si rimetterà al lavoro per preparare i prossimi appuntamenti. Che cosa ti lascia l’esperienza mondiale a Kobe? “Un risultato che mi lascia l’amaro in bocca – ha detto Nico Armanelli – e la consapevolezza che con un po’ di fortuna in più sarei riuscito a fare sicuramente meglio. Mi ero preparato bene con il mio coach, Michele Roiatti, e fisicamente sto bene. Non sono stato particolarmente fortunato nella gara individuale, tanto meno in quella a squadre, ma quando si fanno i sorteggi non sai mai chi ti capita, e ci sta. Ora bisogna mettere l’esperienza in valigia e tornare a casa a lavorare per i prossimi appuntamenti di K1 Premier League”.