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Day 27 giugno 2018

Mediterraneo, Lombardo è d’oro, seconde Giuffrida e Boi, terza Milani

Che bella quest’Italia, che lotta, soffre e si diverte. Ed alla fine della prima delle tre giornate riservate al Judo nel Cambrils Pavilion a Tarragona si ritrova con quattro medaglie. È terza nel medagliere, dopo la Spagna ed il Kosovo che si sono aggiudicate due medaglie d’oro ciascuna, ma con quattro medaglie, l’oro di Manuel Lombardo nei 66 kg, l’argento di Odette Giuffrida nei 52 kg e di Miriam Boi nei 57 kg, il bronzo di Francesca Milani nei 48 kg, la squadra azzurra è stata la più premiata. Non è poca cosa. E poi, se l’obiettivo dovesse essere davvero quello delle otto medaglie conquistate nelle ultime due edizioni, a Pescara 2009 ed a Mersin 2013, potremmo dire di avere già coperto metà della strada. Nei 66 kg Manuel Lombardo è letteralmente volato in finale, piazzando tre ippon al greco Panagiotou, allo sloveno Jereb ed al marocchino Bassou. Il diciannovenne Lombardo ha poi fatto ippon anche a Gaitero Martin, ma con un occhio di riguardo per lo spagnolo la valutazione è stata poi corretta in waza ari, vantaggio che l’azzurro ha mantenuto fino al termine del match. “Dico la verità, non me l’aspettavo di vincere l’oro – è stato il commento di Manuel Lombardo – speravo nella medaglia, ma con tutta la gente forte che c’era non puoi mai sapere. Sono riuscito a tenere la concentrazione tutto il giorno, la gara è stata lunga, la finale è stata fatta dopo quattro ore, mi hanno aiutato molto i tecnici della nazionale, ringrazio l’Akiyama, l’Esercito e la mia famiglia”. Una grande Odette Giuffrida è ritornata a combattere dieci mesi dopo l’ultimo match disputato e dopo una lunghissima convalescenza, per trovarsi di fronte ad avversarie di valore ed ovviamente motivate. Ma da quel tatami, Odette, è stata come se non ci fosse mai scesa e ha strapazzato la portoghese Esteves, poi ha superato per waza ari la ventiduenne slovena Anja Stangar e, per ippon, la francese Astride Gneto che in febbraio prese il bronzo nel Grand Slam a Parigi. Oggi, la kosovara Kraniqi, quarta nel ranking mondiale, è stata più forte di Odette, ma diamo tempo al tempo. “Sono felice, grazie a tutti. Vi voglio bene!” così Odette Giuffrida ha manifestato la sua soddisfazione. È soddisfatta anche Miriam Boi per la sua medaglia d’argento nei 57 kg, arrivata dopo tre vittorie sulla serba Perisic, ippon, sulla marocchina Iraoui, waza ari e sulla spagnola Equiosain Zaraueta, ippon. In finale non c’è stato molto da fare con la kosovara Gjakova, a sua volta n. 4 al mondo, ma per la ventitreenne Boi è stato un test positivo. “Sono contenta per questa medaglia – ha detto – che è arrivata anche se non sono arrivata in ottima forma. Desidero dedicarla alla mia famiglia, alle Fiamme Gialle, alla Nazionale che mi ha permesso tutto questo, al mio maestro ed al mio fidanzato Vincenzo”. Sulla medaglia di Francesca Milani più di qualcuno era pronto a scommettere e la romana non ha tradito le attese, piazzando due ippon alla cipriota Kourri ed alla più giovane delle sorelle slovene Stangar, la ventenne Marusa, per cedere poi il passo alla spagnola Figueroa in semifinale. Un altro ippon nella finale per il bronzo sulla portoghese Diogo e Milani è andata così sul podio dei 48 kg. “Sono felicissima – ha detto Francesca – ringrazio tutti, il Coni, la Federazione, la mia palestra, le Fiamme Oro, la mia famiglia, i miei amici. Spero che questa medaglia sia l’inizio di una grande carriera”. Nei 60 kg Diego Rea è stato eliminato dal francese Florimont e non è stato recuperato. “Mi sentivo bene e avevo tanta voglia di vincere, – ha detto Rea – ma l’incontro con il francese è stato un po’ complicato e, perdendo, sono rimasto fuori dal recupero perché poi lui ha perso! Avrei voluto fare di più, e non mi sento soddisfatto ma non mollerò anzi cercherò di fare meglio e di conquistare il titolo alle prossime gare”. Domani è il turno di Fabio Basile (73), Antonio Esposito (81), Nicholas Mungai (90), Edwige Gwend (63), Carola Paissoni (70) ed i presupposti per fare bene, ci sono tutti.