vai al vecchio sito

Day 26 marzo 2018

Pordenone, applausi per i kata di Grand Prix e Criterium

Ostia, 26 marzo 2018. Con il Grand Prix ed il Criterium nazionale, Pordenone ha completato la ‘due giorni’ di competizioni dedicate al kata. La manifestazione, che ha fatto seguito all’EJU Kata Tournament, ha registrato la partecipazione di 58 coppie, di cui 11 delle 24 straniere che si erano già esibite il sabato. Queste le coppie vincitrici della tappa pordenonese del Grand Prix di kata, Nage no kata: Mauro Collini-Tommaso Rondinini (EMR); Katame no kata: Andrea Fregnan-Pietro Corcioni (VEN); Ju no kata: Giovanni Tarabelli-Angelica Tarabelli (TAA); Kime no kata: Enrico Tommasi-Giulio Gainelli; Goshin Jutsu: Marika Sato-Fabio Polo (FVG); queste invece, le coppie vincitrici della tappa pordenonese del Criterium nazionale di kata, Nage no kata: Gino Gianmarco Stefanel-Alessandro Cugini (FVG); Katame no kata: Paolo Giovanni Dorigo-Matteo Dorigo; Ju no kata: Marco Durigon-Benedetta Romeo; Kime no kata: Luca Cavecchia-Omar Pasquinuzzi (TOS); Goshin Jutsu: Ilaria Placidi-Nicola Placidi (SAR); Koshiki no kata: Ulla Loosen-Wolfgang Dax-Romswinkel (GER); Itsutsu no kata: Mauro Collini-Tommaso Rondinini (EMR); Randori no kata: Francesco Gritti-Federico Gritti (LOM).

Classifiche complete

L’8° dan di Palmiro Gaio il giorno dell’84° compleanno

È stato il pioniere che portò, assieme a pochi altri, la lotta giapponese (con il termine judo, al tempo, si doveva ancora prendere confidenza) in Friuli Venezia Giulia. È arrivato a Trieste e ha preso per mano la Ginnastica Triestina. Gli anni ’70 erano appena iniziati e, per la prima volta, arrivò in città Ken Otani, grande maestro giapponese che, per Palmiro Gaio, è stato l’insegnante ed ispiratore. È proprio di Palmiro Gaio che stiamo parlando, un punto di riferimento nella storia di questa disciplina, che potrebbe vantare titoli e qualifiche, anche se lui ha sempre tenuto un profilo composto, più propenso a riconoscere i meriti altrui che non i proprio. Maestro benmerito di judo, presidente onorario della federazione regionale (Fijlkam), nella sua lunga ed instancabile carriera ha cresciuto centinaia di atlete ed atleti, agonisti, amatori, giovani e giovanissimi, molti dei quali sono poi diventati tecnici e maestri a loro volta. Fra questi vale la pesa ricordare Monica Barbieri, grande campionessa, quindi insegnante con quella stessa Ginnastica Triestina che Palmiro Gaio ‘svezzò’ fino a quando scelse di fondare il Judo Club Ken Otani, un pensiero a quell’amato maestro scomparso il 31 marzo scorso a 97 anni. Ieri, Palmiro Gaio ha festeggiato il suo 84° compleanno, abbracciato da allievi di ieri e di oggi, amici e colleghi arrivati anche da fuori città. Per lui, sono arrivati due regali speciali. Unici! Una cintura nera firmata da Ken Otani, che il maestro giapponese spedì in Italia qualche giorno prima di andarsene. E poi la lettera della Fijlkam, datata 23 marzo, con il riconoscimento dell’ottavo dan. Un grado elevatissimo. Per il judo, nella nostra regione, è l’unico!