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Day 30 ottobre 2017

JUDO – Perché è stato negato l’ippon di shime waza a Nikiforov? La spiegazione

Udine, 30 ottobre 2017. Suscita sempre una certa sensazione l’annullamento di un ippon legittimamente assegnato ed è stato così anche sabato scorso in occasione del Grand Slam ad Abu Dhabi, finale per l’oro dei 100 kg. Nikiforov (Bel) ‘strangola’ Bilalov (Rus), che batte, ma dopo l’assegnazione dell’ippon e l’esultanza del belga l’azione viene sottoposta a verifica. Risultato: l’ippon viene annullato e la finale riprende con l’hajimè, senza sanzioni. Ecco cos’è accaduto e perché è stata presa questa decisione.

“L’azione tecnica che ha interessato la finale dei 100 kg è stata ampiamente analizzata e discussa negli ultimi due seminari IJF di Tokyo e Baku per Tecnici ed Arbitri, sia visionando azioni di gara che riproducendo le stesse sul tatami” ha chiarito Tonino Chyurlia, impegnato con la Referee Commission proprio al Grand Slam di Abu Dhabi. “La decisione unanime di tecnici e arbitri è stata quella di bloccare con ‘matè’ lo shime-waza effettuato controllando la gamba di uke dal ginocchio alla caviglia, poiché questa situazione di iperestensione pone sotto eccessivo stress anca e schiena di uke, con possibili conseguenze traumatiche. È invece sempre valida la stessa azione di shime-waza con il controllo della parte superiore dell’arto di Uke, dal cavo popliteo in su. In fase di stesura dei regolamenti si pensava di punire un’azione di questo genere come se fosse un kansetsu-waza all’arto inferiore (vietato), salvo poi decidere di non comminare la sanzione trattandosi di un errore tecnico causato dalla rapidità nella transizione in ne-waza. Non è da escludere che con i prossimi sviluppi del regolamento questa azione venga sanzionata.” (di Alessandro Comi, che si ringrazia per la collaborazione)

Portare l’attenzione sull’episodio, così come fatto da IJF e FIJLKAM, è stata una sensibilità a supporto dei canali istituzionali regolarmente svolti e consentire così la più ampia diffusione di un’informazione rapida, corretta e motivata. Altri interventi sull’argomento: Nikiforov lesè par l’arbitrage? (Sportsactu) – Nikiforov décroche l’argent à Abi Dhabi (rtbf.be) – Russia’s Bilalov wins clash between first time Grand Slam finalists (Judo Inside)

Bronzo per Asya Tavano a Capodistria

Udine, 29 ottobre 2017. Le medaglie conquistate dai cadetti italiani a Capodistria sono state 14, in quanto alle nove di ieri se ne sono aggiunte altre cinque oggi. Nella seconda giornata dell’European Cadet Cup infatti, lo score degli U18 italiani è stato di tre secondi posti ed altri due terzi. Un risultato pregevole, maturato con le prove di Fabiana Bergamelli, 2^ nei 57 kg, Michele Valeri, 2° negli 81 kg, Erica Simonetti, 2^ nei +70 kg, Irene Pedrotti, 3^ nei 63 kg e Asya Tavano, 3^ nei +70 kg. E se l’Italia viene dopo Azerbaigian, Croazia, Ucraina e Germania nel medagliere qualitativo, i cadetti italiani hanno meritato il primo posto per il numero più alto di medaglie vinte, 14 appunto, precedendo la Slovenia, seconda con 9.