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Day 28 maggio 2017

European Cadet Cup a Coimbra, Bedel terzo e Toniolo nona

Ostia, 28 maggio 2017. L’Italia cadetti è andata nuovamente a segno ed a Coimbra, European cadet Cup con 322 atleti di 22 nazioni, ha centrato un primo posto con Alessandro Magnani e due terzi con Kenny Komi Bedel e Vanessa Origgi. Soddisfatto Raffaele Toniolo, il presidente della Commissione Attività Giovanile, che ha detto: “anche a Coimbra abbiamo visto una buona Italia. In una gara di medio livello ben 4 italiani sui 5 in gara hanno disputato una finale ed in tre hanno conquistato una medaglia”. Cinque vittorie per il primo posto nei 73 kg di Alessandro Magnani che, dopo Pyykko (Fin), Louzeiro (Por) e Nieto Trinidad (Por), si è aggiudicato la semifinale tutta italiana con Kenny Bedel e, per il primo posto, ha sconfitto in un minuto il russo Matveev. “In questa gara ho avuto delle belle sensazioni durante gli incontri – ha detto Magnani – specialmente negli ultimi due, semifinale e finale, con due avversari molto forti. Infine ringrazio la mia società per questa opportunità e da adesso si pensa agli italiani cadetti”. Giustamente soddisfatto anche Bedel, che dopo il derby azzurro con Magnani, ha conquistato il terzo posto con 4 waza ari al portoghese Rodrigues. “Sono soddisfatto di questo terzo posto – ha detto – era molto importante per me fare medaglia anche oggi perché ci tenevo a dimostrare la mia continuità nelle gare europee. Ci tengo a ringraziare la mia famiglia, la mia società e in particolare Edoardo Muzzin e Franca Bolognin che mi hanno sempre supportato”. Gare positive anche per Vanessa Origgi, terza nei +70 kg con due vittorie, Alberto Dario, quinto nei 66 kg con tre vittorie ed Elisa Toniolo, nona nei 63 kg con una vittoria.

Marino Marcolina: “Le cose complicate non funzionano”

Udine, 28 maggio 2017. Sono arrivati in tanti, nella palestra dello Skorpion Pordenone, per testimoniare a Marino Marcolina l’affetto, la stima e la riconoscenza maturati in 30 o 40 anni di frequentazione e pratica judoistica. E da parte di chi non ha potuto esserci, è arrivata una lettera o un video-saluto per celebrare Marino ‘Maestro Benemerito’. Testimonianze, tutte vere, sincere, toccanti, così com’è Marino Marcolina. Uomo, Maestro, grande Judoka che, a 72 anni, ha messo a disposizione il suo pensiero sulla ‘lotta a terra’. Sul Judo. Sulla Vita. La filosofia di Marino Marcolina non è cambiata e per chi ha avuto la fortuna ed il privilegio d’incrociare la sua strada già 30 o 40 anni fa, ha ritrovato le stesse parole, gli stessi princìpi fondamentali: “Le cose complicate non funzionano”. Oggi, i gesti e le movenze di Marino, sono diversi da allora, 40 anni sono trascorsi da quando metteva al collo l’oro agli Assoluti, scalava le montagne, saliva sugli alberi, tracciava la via della vita per chi, con lui, della vita si innamorava. Anche l’efficacia delle sue parole oggi è diversa, perché sapendole intendere, sapendole ascoltare, è amplificata. Profonda, illuminata da un vissuto sempre sul tatami, anche se lontano dai riflettori, dai curricula e dalle autocelebrazioni. Con due tratti di pennarello sulla lavagna, accompagnanti da qualche parola, mai troppo difficile né banale, ed è stato chiaro come distribuire il peso del corpo. Abbattere un albero e, nel tronco mozzato, deporvi un fiore può apparire un’azione sproporzionata, forse brutale. Perché l’apparenza nasconde molto spesso una realtà diversa. L’albero, che si vede cadere nel video (di Giancarlo Pizzinato), era malato ed abbatterlo era diventato necessario. ‘Ci pensiamo noi’ disse Marino a Renata e Nino, i genitori di Giancarlo, che quell’albero l’avevano impiantato e fatto crescere. E poi stupiti e commossi, videro quelle mani enormi e rudi, sistemare dolcemente la terra nell’incavo del tronco, dare nuova vita. Erano molto giovani i ragazzi che accompagnarono con lo sguardo il lavoro di Marino. Qualcuno capì subito, altri ci misero del tempo. Certamente è stato così anche l’altra sera. Ad ascoltare il pensiero sulla ‘lotta a terra’ di Marino Marcolina c’erano anche giovani e giovanissimi. Chissà che cosa avranno pensato quando ha detto: “Le cose complicate non funzionano”. Qualcuno avrà capito subito, altri ci metteranno del tempo.

(Le foto sono di Maura Perricone)