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Day 18 gennaio 2017

La bella storia di una sponsorizzazione andata a buon fine

Possederlo è diventato un obbligo ed anche se non si vorrebbe trovarsi mai nelle condizioni di doverlo mettere in funzione, un defibrillatore è in grado di salvare la vita. L’ha già fatto in molte occasioni, altre ce ne saranno e l’azione di sensibilizzazione attuata dal Comitato Regionale del Coni guidato da Giorgio Brandolin ha portato alla copertura di quasi il 90% degli impianti censiti. “Un risultato che mi riempie di orgoglio – ha detto Brandolin – e dimostra grande sensibilità e cultura sportiva dei dirigenti delle quasi 3000 Società sportive della regione Friuli Venezia Giulia. Mi auguro che anche gli impianti sprovvisti di defibrillatore possano colmare la lacuna, mettendo così in sicurezza la salute degli sportivi e la responsabilità dei dirigenti!”. Auspicio che è stato recepito dal genitore di un atleta del Dojo Udine, club di judo che nel 2014 ha portato la sede a Pradamano acquistando lo stabile per svolgere un’attività che, al momento, conta una settantina di iscritti. “La cosa è nata lo scorso anno con il pensiero di parte dei genitori – ha detto Maurizio Finotto, presidente del sodalizio – che, preso atto dell’obbligatorietà, si sono organizzati per cercare uno sponsor ed attuare il progetto. Dopo tanti ‘no, grazie’ e sul punto di lasciar perdere, arrivò un’altra proroga del decreto Balduzzi ed il papà di un ragazzo si è deciso di parlarne all’azienda dove lavora. Non era la solita richiesta di maglie, borse o tute, e così la Ceconi di Ovaro ha accettato di sponsorizzarci acquistando il defibrillatore”.