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Month settembre 2012

Il futuro del Kata inizia con il Mondiale a Pordenone

Pordenone, 14 settembre 2012. «Pordenone ha aperto una nuova finestra sul futuro del Judo Kata». È entusiasta Franco Capelletti, vicepresidente della Fijlkam, nonché vicepresidente dell’Unione Europea Judo (EJU), quando descrive l’impegno dei sodalizi in prima linea nell’organizzazione dei Mondiali, evento all’insegna dei primati. Consulente tecnico del presidente della Federazione mondiale Judo (IJF), rappresentante europeo nella commissione IJF “Education & Coaching”, nonché responsabile delle commissioni EJU “Kata” e “Education Special Projects”, Capelletti è punto di riferimento per migliaia di judoka in tutto il mondo. «Considero questa quarta edizione dei Mondiali la prima vera competizione a carattere internazionale, perché finalmente partecipano tanti Paesi, Africa inclusa e sono rappresentati tutti i continenti. C’è voluto tanto tempo per uniformare le regole, affinché tutti gli Stati concordassero su una procedura comune e condivisa. Ce l’abbiamo fatta. Finalmente possiamo parlare di universalità. Quello di Pordenone è il primo vero Campionato del Mondo nel Kata, il più vero di tutte le precedenti edizioni. Questo traguardo corona un sogno e il lavoro di una vita: quando ho cominciato il Giappone dettava le regole, Francia e Germania le snobbavano, Sud America e Oceania andavano per conto proprio. La Federazione europea e italiana hanno lavorato molto e bene per creare una piattaforma condivisa e le associazioni organizzatrici hanno contribuito a perfezionare questo progetto». Secondo il maestro Cappelletti (9° dan), da poco rientrato dalle Olimpiadi di Londra, l’edizione Kata World 2012 resterà negli annali per una serie di motivi: «I Mondiali di Pordenone sono preceduti dagli esami di qualifica per arbitri mondiali e, per la prima volta, abbiamo 4 maestri del Kodokan di Tokyo, la realtà depositaria del verbo del Judo, che con grande umiltà e intelligenza saranno a Pordenone per sottoporsi a questa prova ed acquisire l’importante licenza. Non era mai successo prima ed è stata una vera sorpresa, ma questo come altri risultati non arrivano per caso, ma sono frutto di una sinergia organizzativa eccezionale. Non per niente saranno presenti i più grandi nomi del Judo Mondiale: Haruki Uemura, presidente del Kodokan di Tokyo e della federazione judo del Giappone, Marius Vizer, presidente IJF, Sergey Soloveychik, presidente EJU, Matteo Pellicone, presidente FIJLKAM. In Friuli Venezia Giulia c’è un coinvolgimento diffuso: non sarà un evento esclusivamente sportivo, ma avrà una valenza culturale, grazie al collegamento con Pordenonelegge, alla mostra sul Giappone e al coinvolgimento attivo di scuole, associazioni culturali, cooperative sociali, enti pubblici, operatori economici, aziende. Pordenone ha attivato un modello per le prossime edizioni». I Mondiali, alla pari di altri eventi sportivi, rappresentano lo strumento migliore per far conoscere il Judo Kata e diffondere una consapevolezza maggiore sulla validità dello studio e dell’approfondimento delle arti marziali in genere: «Gli agonisti costituiscono la punta dell’iceberg delle realtà sportive che si reggono su tutti quegli iscritti che non gareggiano e restano nell’anonimato. Affinché il Judo abbia la stessa visibilità di altre discipline è necessario che la Federazione faccia squadra con le Regioni, le Istituzioni locali e la Commissione mondiale di Judo, che rappresento, affinché crescano i club e gli iscritti. Per l’organizzazione di questo Campionato del Mondo, Pordenone si presenta unita: la Società Sportiva, in questo caso la Polisportiva Villanova, accanto alle Istituzioni politiche, sociali ed economiche. Tutte insieme hanno creato i presupposti per vedere gli spalti affollati di tecnici e appassionati, ma anche giovani, studenti, cittadini e non soltanto addetti ai lavori, proprio come si addice a un grande evento quale è un Campionato del Mondo».

– Servizio Provincia di Pordenone

Mondiali di kata a Pordenone anche per 55 giudici

Pordenone, 13 settembre 2012. Sono cinquantacinque i giudici impegnati il 22 e 23 settembre a Pordenone in occasione del 4° campionato del mondo di judo, specialità Kata, quando saranno chiamati a valutare centosessantadue (162) coppie da trentatre nazioni per assegnare i cinque titoli iridati in palio. Per i giudici di kata, che rappresentano 24 nazioni di 4 continenti, i lavori iniziano già giovedì 20 settembre con l’IJF Kata Judges Seminar, per proseguire venerdì 21 quando in 35 sosterranno gli esami di qualifica. Fra questi 35 ci sono anche Michio Fukushima, Yoshiaki So, Tadashi Sato e Naoki Murata, quattro grandi maestri della delegazione giapponese che, come dei normali candidati, si sottoporranno all’esame dell’IJF Kata Commission presieduta da Franco Capelletti. Un passaggio simbolico di grande umiltà da parte del Giappone, che in questo modo riconosce l’impegno profuso in questo particolare ambito del judo dall’Europa e da Franco Capelletti in particolare. Naoki Murata peraltro, prima di sostenere l’esame di fronte la commissione dell’IJF affronterà l’affollata e prestigiosa platea di Pordenonelegge per presentare “La mente prima dei muscoli”, raccolta di pensieri del fondatore del judo, Jigoro Kano. Classe 1949, Murata è 7° dan, autore di numerosi libri sul judo, ma è anche fondatore e direttore del Kodokan Judo Museum e dell’International Budo Symposium. L’appuntamento per ascoltarlo è alle 19.30 di giovedì 20 nell’Auditorium della Regione, in via Roma a Pordenone.

Tutti gli iscritti ai Mondiali di kata a Pordenone

Pordenone, 12 settembre 2012. Centotrentadue coppie da trentatre nazioni si contenderanno i cinque titoli in palio a Pordenone il 22 e 23 settembre in occasione del 4° campionato del mondo di judo, specialità Kata. Sono questi i dati ufficiali a dieci giorni dalla manifestazione iridata che vede il Giappone favorito indiscusso. A Francoforte, dove si disputò il mondiale 2011, il Giappone presentò cinque coppie in gara, una per kata e cinque furono le medaglie d’oro vinte, ma la stessa cosa accadde anche a Budapest 2010 ed a La Valletta 2009. Non c’è motivo di credere che a Pordenone le cose possano andare diversamente e se così fosse sarebbe indubbiamente un evento clamoroso. Con 20 coppie in gara l’Italia schiera la compagine più numerosa, seguita dalla Spagna con 17 e dalla Germania con 14, mentre fra le formazioni non europee è l’Iran che esprime le sue ambizioni con il più alto numero delle coppie in gara: 11. Il medagliere iridato assoluto infatti, dopo il Giappone al primo posto con 15 medaglie d’oro e l’Italia seconda con 6 medaglie d’argento e sei di bronzo, c’è l’Iran, che per ora ha conquistato 4 secondi e 4 terzi posti.

Questo l’elenco:

 

1. ALG-ALGERIA (2 coppie)

Mohamed Akij-Rabie Kohli (NAGE)

Rachid Messaadia-Mourad Khiari (NAGE)

 

2. AUT-AUSTRIA (2)

Mathias Lehner-Johanna Bugkel (JU NO)

Dietmar Staggl-Lukas Willie (KATAME)

 

3. BEL-BELGIO (4)

Dirk De Maerteleine-Christophe Inghelbrecht (KIME)

Yves Engelen-Didier Terwinghe (KDK)

Anne Ravais-Nathalie De Pauw (JU NO)

Pierre Stockmans-Romuald Herman (KIME)

 

4.BRA-BRASILE (3)

Fabiano Barros-Anderson Neves (NAGE)

Vinicius Jerschow-Roberto Albanese (NAGE)

Jose Medeiros-Rodrigo Achilles (KDK)

 

5. CAN-CANADA (7)

Langis Boucher-Patrick Roffi (KIME)

Danielle Ferland-Diane Hardy (JU NO)

Donald Ferland-Daniel De Angelis (KDK)

Gisele Gravel-Jean Phil Maltais (JU NO)

Ron Kuramoto-Hap Hirata (KDK)

Siladi Marcovich-David Siladi (KDK)

Kelly Palmer-Gordon Okamura (KATAME)

 

6. COL-COLOMBIA (4)

Henry Diaz-Johan David (NAGE)

Glatenfred Escobar-Luis Montes (NAGE)

Karen Meneses-Margharita Castano (JU NO)

Lina Rios-Natalia Pena (KATAME)

 

7. CRO-CROAZIA (1)

Zoran Grba-Sandra Ursicic (JU NO)

 

8. CZE-REPUBBLICA CEKA (1)

Jan Cesky-Robert Horeni (KATAME)

 

9. KEN-KENIA (3)

Peninah Makhapia-Patricia Muthoni (NAGE)

Hezron Misati-Dennis Waiyaki (NAGE)

Ruth Muigai-Patricia Muthoni (NAGE)

 

10. ESP-SPAGNA (17)

Fernando Blas-Seu Uchan Chung (KIME)

Raul Camacho-Roberto Camacho (NAGE)

Carlos Cima-Jose Joaduin Sudrez (KDK)

Manuel Garcia-Vicente Picazo (JU NO)

Miguel A. Garcia-Jose Santamaria (JU NO)

Juan P. Goildeghandia-Roberto Villar (KATAME)

Angel Luis Gonzales-Jose Julio Gomez (KDK)

Vicente Jesus Gonzalez-Angel Prendes (KATAME)

Antonio Marin-Eduardo Ayala (NAGE)

Eva Maria Merino-Aranzaru Gomez (JU NO)

David Moronta-Alberto Lopez (KIME)

Antoni Obrador-Pedro Marcos (KDK)

Daniel Requena-Alfredo Megrano (KATAME)

Elena Rodriguez-Amelia Fernandez (JU NO)

Cintia Sgsaa-Javier Vieto (KIME)

Jesus Verano-Maximo Gonzalez (KDK)

Miguel A. Vicens-Antoni Vicens (KIME)

 

11. FIN-FINLANDIA (8)

Ralf Ahlskog-Pekka Vayrynen (KATAME)

Henna Ahola-Jonna Marrtila (JU NO)

Maarit Kallio-Annikka Mutanen (JU NO)

Seppo Kontio-Marko Kallio (KDK)

Tapani Koskinen-Juha Pekka Kolehmainen (KIME)

Jussi Nikander-Jouni Lahtinen (KDK)

Pasi Oinas-Mika Salsoila (NAGE)

Juha Turunen-Paavo Hakkinen (KATAME)

 

12. FRA-FRANCIA (8)

Stephane Bega-Gregory Marques (KIME)

Stephane Cano-Frederic Rouhet (KATAME)

Stephane Delestre-Patrice Baque (JU NO)

Frederic Esteve-Guillaume Sevestre (NAGE)

Carole Heras-Isabelle Balaire (JU NO)

Claude Jaume-Stephane Come 8KDK)

Andre Parent-Philippe Tabuteau (KIME)

Emmanuel Wirts-Armelle Voindrot (JU NO)

 

13. GBR-GRAN BRETAGNA (1)

Helen Cartwright-Kathryn Cartwright (JU NO)

 

14. GER-GERMANIA (14)

Marion Billmeir-Jurgen Billmeir (KDK)

Carsten Boger-Markus Boger (KATAME)

Sandra Buchler-Sandra Henke (NAGE)

Wolfgang Dax Romswinkel-Ulla Loosen (JU NO)

Wolfgang Fanderl-Heike Betz (JU NO)

Sebastian Frey-Sei Kam Chow (KATAME)

Klaus Gilbert-Felix Martin (KDK)

Thomas Hofmann-Daniel Koliander (KDK)

Roman Jager-Dieter Born (KIME)

Axel Korn-Andreas Freimuth (NAGE)

Gerd Kremer-Norbert Schafer (KATAME)

Jorn Sinsilewski-Volker Degenhart (KIME)

Godula Thiemann-Jennifer Goldschmidt (KATAME)

Marius Wagner-Jurgen Schneegans (NAGE)

 

15. GMB-GAMBIA (5)

Bubakarr Dukureh-Marick Mbaye

Sulayman Fofana-Mariama Ceesay

Abdoulie Jallow-Samboujing Maralo

Amidou Kamateh-Mariama Bah

Foday Sinera-Sherif Gassama

 

16. HUN-UNGHERIA (3)

Tamas Jardan-Andras Radics (KIME)

Mihaly Simon-Peter Hegedus (KDK)

Csaba Ziegler-Akus Slekeres (KDK)

 

17. IRI-IRAN (11)

Valinia Amir-Ghaderigarakani Jafarali (KIME)

Abdolvahab Bardigarmroudi-Rouhollahzadeh Seyedyashar (KIME)

Faridivosough Fathollah-Kariminaser Hamidreza (NAGE)

Askarinejad Hoshang-Rastineh Mohammad (KDK)

Salar Javadiehtehrani-Mohammadrahim Mighani (KATAME)

Ali Noudehi Mohammad-Frazanehhesari Amir (NAGE)

Ali Vahid Mohammad-Safi Salamzhari Reza (KATAME)

Hasan Salari Mohammad-Reza Sahraei Mohammad (JU NO)

Hassan Najafi Mohammad-Kariminaser Alireza (KDK)

Bajelan Mojtaba-Rouhani Esfahani Seyed Reza (KATAME)

Hossein Mahmoodi Seyed-Roshanaie Hassan (KIME)

 

18. ITA-ITALIA (20)

Enzo Calà-Fabio Polo (KDK)

Marco Calugi-Martina Calugi (JU NO)

Elena Cazzola-Alessandro Gavin (KDK)

Micaela Costa-Andrea Sudetti (KATAME)

Stefano Dal Molin-Luca Cavalleri (KDK)

Giacomo De Cerce-Pierluca Padovan (KIME)

Marco Dotta-Marco Durigon (KDK)

Andrea Faccioli-Alessandro Costantini (KIME)

Andrea Fregnan-Stefano Moregola (KATAME)

Alessandro Furchì-Michele Battorti (NAGE)

Antonio Mavilia-Giovanni Tomarchio (JU NO)

Elio Paparello-Nicola Ripandelli (KATAME)

Luigi Rizzo-Edoardo Rizzo (NAGE)

Rocco Romano-Gaetano Castanò (KIME)

Marika Sato-Alfredo Sacilotto (KDK)

Valter Sella-Sergio Rizzi (KATAME)

Ilaria Sozzi-Marta Frittoli (JU NO)

Riccardo Terrasi-Giovanni Gandolfo (KIME)

Ubaldo Volpi-Maurizio Calderini (KDK)

Diego Tommasi-Enrico Tommasi (NAGE)

 

19. JPN-GIAPPONE (5)

Shoji Imao-Kazunori-Shimizu (KIME)

Satoshi Nakayama-Seiji Hayashi (KATAME)

Michito Sakamoto-Takayuki Yokoyama (NAGE)

Takeshi Takeda-Junichi Miyazaki (KDK)

Etsuko Yokoyama-Chigusa Omori (JU NO)

 

20. KOR-COREA DEL SUD (1)

Sun Hyung Lee-Min Ho Jo (NAGE)

 

21. LBY-LIBIA (1)

Ali Elmawel-Jalal Abdufatah (KATAME)

 

22. LUX-LUSSEMBURGO (1)

Robert Sibenaler-Nico Hermes (KDK)

 

23. NED-OLANDA (6)

Nicole Bitsch-Lilian Limpens (JU NO)

Gino De Bont-Richard Luijckx (NAGE)

Peter Goossens-Hans Van Raak (KATAME)

Jasper Van Eortel-Sander Stammers (KIME)

Roel Wesselink-Simon Van Den Doel (NAGE)

Angelique Wolters-Wendy Kommings (JU NO)

 

24. POR-PORTOGALLO (2)

Josè Costa-Vitor Costa (KDK)

Pedro Guncalves-Paulo Moreira (KDK)

 

25. ROU-ROMANIA (3)

Gheorghe Farcas-Dan Andrei Panaur (KDK)

Lucian Surla-Aurelian Fleitz (NAGE)

Alina Zaharia-Monica Grecu (JU NO)

 

26. RSA-SUDAFRICA (6)

Tanya Basson-Dierdre Schroeder (JU NO)

Katja Bruwer-Danica Bruwer (KATAME)

Carel Cross-Clinton Moura (NAGE)

Gert Gouws-Jan Erlank (KIME)

Johanna Van Rooyen-Fanie Bothma (KDK)

Cornelius Van Schalkwyk-Rudolf Van Schalkwyk (KATAME)

 

27. RUS-RUSSIA (1)

Stanislav Alekseev-Alexey Kolykhalov (NAGE)

 

28. SLE-SIERRA LEONE (8)

Alusine Dumbuya-Sahr Jabba

Daddy Musa Jalloh-Cherinor Umaru Bah

Isha Jalloh-Yayah Conteh

Isatu Jenifer Kamara-Mohamad Bah

Mahariam Ngaima Kamara-Ibrahim Barrie

Janet Jenneh Massaquoi-Joseph Bangura

Juanita Irene Ngobeh-Joecelia Gbondo

Abdul Turay-Sadu Bah

 

29. SLO-SLOVENIA (2)

Robert Mesaric-David Mesaric (NAGE)

Darko Petelinsek-Ivo Ermenc (KDK)

 

30. SUI-SVIZZERA (6)

Fabrice Benei-Antonella Benei (JU NO)

Denis Busigny-Thierry Coppens (KIME)

Anne Marie Guye-Jucker-Laurence Jeanneret Berreux (JU NO)

Karine Loy-Pascal Bayejoo (KIME)

Johann Moos-Raymonde Veuthei (JU NO)

Reta Tschopp-Ariane Wutrich (KDK)

 

31. SWE-SVEZIA (1)

Harri Rutanen-Sonny Forsberg (KIME)

 

32. THA-TAILANDIA (3)

Thiti Larpanant-Atichart Tancharoen (KATAME)

Pitima Thaweerattanasinp-Chuthathip Bampenboom (JU NO)

Pongthep Tumrongluk-Sangob Sasipongpan (NAGE)

 

33. USA-STATI UNITI (2)

Scott Huitt-Melinda Buehman (JU NO)

Gerardo Tello-Roberto Alvarez (KIME)

Sabato e domenica a Busto Garolfo “Tutti insieme per Maurizio Bignami”

Udine, 10 settembre 2012. Si chiama “Tutti insieme per Maurizio Bignami” ed è un meeting di judo in programma sabato 15 e domenica 16 settembre sul tatami allestito nel palasport di Busto Garolfo (Milano). Atleta e tecnico di judo ad alto livello, Maurizio Bignami è stato uno straordinario esempio di sportivo completo in grado di eccellere anche in ambiti completamente diversi dal judo e proprio in un volo con l’aliante, sua grande passione dopo essere diventato un esperto con il deltaplano, che il 30 giugno scorso è scomparso all’età di 54 anni. Ed è proprio per ricordare il judoka sensibile e generoso che allievi ed amici di Maurizio Bignami hanno voluto organizzare il meeting di sabato e domenica, al quale interverranno atleti e club dalla Lombardia e da altre numerose regioni d’Italia. Con l’occasione saranno ricordate anche le figure di Cesare Barioli, Giorgio Sozzi, Furio de Denaro e Gianni Urrata, recentemente scomparsi. Questi gli orari degli allenamenti, sabato 15: 16.30-18 tecnica; 18-19.30 randori; domenica 16: 9.30-11.30 tecnica e randori.

Corso di aggiornamento insegnanti tecnici 2012

Udine, 10 settembre 2012. Con riferimento al dibattito avviato in occasione del Corso di aggiornamento insegnanti tecnici 2012 svolto a Tarcento, domenica 24 giugno, nell’ambito della sessione riservata ad aspiranti allenatori ed allenatori, si pubblica la relazione curata dai tecnici che in quell’occasione sono stati chiamati alla conduzione.

 

 

CORSO AGGIORNAMENTO INSEGNANTI TECNICI FVG 2012

Aspiranti allenatori e allenatori

Dibattito

In collegamento ad uno degli argomenti trattati la mattina da Mirko Tambozzo, ovvero l’abbandono dell’attività agonistica, con  riferimento ai dati relativi alle partecipazioni al Criterium regionale degli ultimi anni, ed in seguito alla domanda posta da Ranieri Urbani su eventuali strategie adottate e/o da adottare per ridurre il numero dei casi di abbandono, l’intero dibattito si è svolto principalmente su questo tema.

 

Monica Barbieri

Questa breve relazione vuole sintetizzare ed eventualmente chiarire quanto espresso durante il dibattito e rimane a titolo di pura opinione personale, aperta al confronto e al dialogo.

Il presupposto fondamentale è che l’abbandono c’è, esiste ed in una certa percentuale non è evitabile. Questo non deve indurre né a rassegnazione (a volte anche di comodo) né a valutazioni negative del proprio operato. L’obiettivo è ridurre al minimo possibile, nell’ambito delle proprie capacità e possibilità, questo fenomeno.

Che fare?

Metterci impegno, abnegazione, entusiasmo (sicuramente duro da mantenere, lo so) e fornire continuamente nuovi stimoli e nuovi obiettivi ai ragazzi e a se stessi.

Cosa non fare?

Cadere nella routine, vivere l’attività di palestra come qualcosa di marginale nella nostra giornata, snaturare il nostro sport, chiudersi nella propria realtà.

 

Si è parlato di ‘agonismo’ anche quando il discorso è andato all’attività dei più piccoli.  Vorrei chiarire: lo sport si basa in qualche misura sempre sulla ‘sfida’, sul gusto di superare un limite o un avversario- se ne è parlato anche nell’ambito della parte relativa al judo nella scuola con Nicola Di Fant. E’ chiaro che la spinta e l’atteggiamento, e  tanto più gli obiettivi, non sono gli stessi ad ogni età, ma il presupposto rimane. Per di più il nostro è uno sport di lotta e quindi il confronto avviene sempre con un avversario.

Ora, senza anticipare la partecipazione a gare o simili ad un’età eccessivamente precoce (personalmente non concordo se non in rari casi sulla partecipazione a questo genere di manifestazioni, in età prescolare), il percorso che inizia in palestra, nell’apprendimento con i compagni (magari all’inizio l’amico, poi anche gli altri..) e poi nel confronto tra compagni che rappresenta la verifica dell’efficacia del gesto appreso, ritengo debba passare da manifestazioni esterne alla stessa, tarate sulle esigenze dei piccoli judoka, viste come stimolo/momento di crescita per i bambini che si approcciano al judo. Questi il fine ed il motore del Criterium Giovanissimi che si è sviluppato negli ultimi anni.

Una tappa cui debbono farne seguito altre, sempre graduali, sempre tutelanti, ma sempre stimolanti.

Certo, anche le cinture, con i vari gradi e gli eventuali esami sono da leggere nello stesso modo, ma a mio avviso non certo sufficienti. Forse qualche insegnante è particolarmente bravo e fantasioso da non far risultare le proprie lezioni mai noiose per anni, ma vedere sempre le stesse facce e confrontarsi sempre con gli stessi compagni fa passare la fantasia a chiunque!

La mia non vuole essere interpretata come una visione esclusivamente agonistica, e nel concetto di agonismo ci sono diversi punti da chiarire, ma non voglio sicuramente negare che in qualche modo rimane il filo conduttore dell’attività. In caso contrario i ragazzi andrebbero a fare fitness o wellness o attività simili (resta da vedere chi le trova/le ha trovate stimolanti in età giovanile…).

Di conseguenza il percorso per me va preparato gradualmente e con buon senso in questa direzione. Diversamente non è pensabile far esordire in questo ambito i ragazzi quando entrano nelle classi agonistiche vere e proprie. Non più.

Il punto cruciale poi diventa la gestione delle aspettative e del risultato reale. Per me gli obiettivi agonistici di ciascuno sono estremamente diversi e il punto di arrivo il massimo risultato che ciascuno può raggiungere, in ogni sua forma e concretizzazione. Ma non è un concetto facile da veicolare, in particolare a ragazzi giovani , in un’età in cui le cose sono o bianche o nere, sei campione o schiappa…

Purtroppo nel nostro ambiente sportivo non c’è una strutturazione per livelli e ogni confronto diventa di livello assoluto. Ovvero, non esistono serie A B C.. fasce oro argento bronzo… come negli sport di squadra piuttosto che nella ginnastica e questo è un problema, perché una forma di gratificazione nella competizione è necessaria. L’unico rimedio è studiare le tipologie dei vari tornei a disposizione e proporli oculatamente.

In Italia per di più non c’è una struttura tale da coinvolgere i giovani a livello organizzativo o arbitrale e questo è un altro problema che gli sforzi singoli, per quanto animati da buoni propositi, non riescono a risolvere.

Ancora, e di nuovo in riferimento a quanto detto nella mattinata, l’azione di marketing nella promozione del judo e nella sua valorizzazione all’interno del panorama sportivo e sociale è decisamente carente.

Che poi il nostro sia uno sport duro e poco remunerativo è quasi inutile dirlo.

Tutto questo implica grossi sforzi personali dei tecnici e delle società in termini di tempo, iniziative, denaro e complica notevolmente la gestione di chi non raggiunge il risultato sperato.

Che fare  a questo punto?

Qui entrano in campo i numeri.

Meglio hai lavorato alla base, sia sui numeri sia sulla preparazione-tecnica e pre-agonistica (e qui si collega il discorso qualità e quantità, che debbono necessariamente andare insieme prima di arrivare a discorsi di personalizzazione dell’allenamento!!!!), minori sono i futuri ‘danni’.

Inoltre più hai dato, ti sei dato, hai cercato, creato, stimolato più sicuramente hai costruito in termini umani e hai fidelizzato, e nonostante le numerosissime ‘cantonate’ sicuramente prese, non è poco.

In ogni caso il rebus continua ad essere: che proporre a chi non è riuscito a centrare il risultato sperato?

L’arbitraggio è lontanissimo, l’attività amatoriale attira ben poco, l’insegnamento non dà grosse prospettive.

Più facile creare attività per chi si approccia al judo in questa età, con diverse aspettative e ambizioni, che re-indirizzare l’interesse di chi pratica da anni.

Personalmente non ho ancora né trovato né visto soluzioni di grande efficacia ma vale sicuramente la pena lavorarci su insieme….

 

Milena Lovato

La mia relazione segue quella di Monica che condivido in ogni punto. Aggiungerò dati ed idee che vogliono stimolare futuri confronti.

Abbandono agonistico precoce

Al corso di aggiornamento abbiamo parlato di rinuncia alle competizioni da parte delle classi di età giovanili. La scarsità di seniores è un’altra problematica ancora.

E’ normale chiedersi se l’abbandono registrato dal judo fvg è in linea con quello degli altri sport. Ho trovato i seguenti numeri forniti dalla F.i.g.c. nel 2012 relativamente ad una provincia: squadre pulcini nr. 154, squadre juniores nr. 17. Una nazione a noi vicina pubblica i seguenti numeri di judoka tesserati: U13 nr. 374, U20 nr. 143. Questi numeri ci “fanno sentire” nella norma ma non ci aiutano a migliorare.

Molti addetti ai lavori lamentano che bambini e ragazzi sono meno combattivi dei loro coetanei di venti/dieci/cinque (?) anni fa. Sembra essere un’apatia dilagante e crescente. Qual è il compito del club? Qual è il compito del coach? A mio avviso club e coach dediti all’agonismo devono continuare a perseguire gli obiettivi di ciascun atleta, obiettivi personalizzati che puntano all’eccellenza di ciascuno. Monica lo spiega molto bene e parla soprattutto di gradualità.

Però…non possiamo soltanto “subire” i cambiamenti della società. Impegnarsi piace sempre meno, ognuno di noi come cittadino ne è responsabile in parte. Il club può proporre una alternativa al disimpegno e trasmettere la passione sportiva in modo efficace. Difficile? Di più. Noi insegnanti dobbiamo adattare il nostro linguaggio e motivare noi stessi se vogliamo motivare gli altri. Se non ci sentiamo più carichi abbastanza è il momento di fermarsi. Il nostro sport offre infiniti spunti alla nostra didattica e possiamo imparare dagli altri sport: fare squadra, misurare in termini numerici progressi tecnici e atletici, porre obiettivi in palestra e in gara diversi dalla vittoria…. Per quanto profondo sia il nostro impegno mantenere motivati i normali e i “campioni” è quasi magia…il nostro rimane un mestiere difficile.

Il Criterium Giovanissimi è un tassello importante della gradualità ben descritta da Monica. Approfitto per invitare tutti i club a parteciparvi con i loro pre-agonisti. Le 5 prove sono tutte organizzate benissimo e 5 prove all’anno sono un confronto extraclub sufficiente per la maggior parte dei bambini. Se dissentite su qualunque aspetto inerente al criterium scrivete, parlate.  Il criterium è attività per tutti, di tutti, in continua evoluzione.

Insieme, durante il dibattito, abbiamo riscontrato che c’è troppa differenza organizzativa tra il criterium e le manifestazioni agonistiche. Questa differenza incentiva l’abbandono delle competizioni. Alcune gare troppo lunghe o non curate vanno ripensate mettendo al centro l’atleta. La tecnologia ci sta aiutando molto, mentre la crisi economica limita la nostra capacità di innovazione. Riguardo al costo delle gare porto a titolo di esempio quello degli Udg per una gara con 4 tatami: € 1575,00. Un’altra informazione: medico ed ambulanza costano circa € 80,00 l’ora. In sostanza tutte le gare senza sponsor e/o contributi pubblici producono una perdita pur essendo fondate sul volontariato dei soci del club organizzatore.

Essere un coach “competitivo” comporta  un impegno sempre più oneroso. La maggioranza di noi tecnici non è un professionista del judo ma con acrobazie di pregio si divide tra lavoro e sport, questa situazione toglie professionalità al nostro operato. Forse anche questo aspetto incide sull’abbandono dell’agonismo. Sicuramente è difficile trovare insegnanti disposti a fare tardi tutte le sere, viaggiare molto, sacrificare lavoro e vita personale… per passione. La durezza di questo mestiere e la sua scarsa redditività spiegano perché sono pochi i coach dediti all’agonismo.

PROFESSIONISMO

Durante il dibattito abbiamo parlato del professionismo sportivo come realtà auspicabile. Abbiamo portato ad esempio alcuni colleghi sloveni e croati che percepiscono un reddito come coach oppure svolgono lavori compatibili con le frequenti trasferte (presso enti pubblici per esempio).

Croazia e Slovenia totalizzano insieme circa 5 milioni di abitanti, lo stesso dicasi per Veneto e Friuli Venezia Giulia.  Grazie ad alcuni amici ho raccolto il seguente dato assolutamente informale e approssimativo: numero totale professionisti del judo croati e sloveni 30. Il “datore di lavoro” è  la città oppure il ministero dello sport oppure il club oppure esercito/polizia. In questo numero rientrano mostri sacri come Marjan Fabjan e atleti che percepiscono una “borsa di studio”. La maggioranza di questi professionisti non è assunta a tempo indeterminato e non vede versati contributi pensionistici. Sono persone pagate in base ai risultati e quindi senza certezze. Nessuno di loro, anche se militare, abbandona il club, cambia allenatore o rappresenta sempre e solo l’arma. La Croazia ha partecipato alle Olimpiadi con due atleti, la Slovenia con 8 e conquistato un oro olimpico!!! Impressionante vero? I siti federali di queste due nazioni forniscono tutto sui loro tesserati, queste due belle realtà judoistiche respirano molto agonismo. Agonismo con A maiuscola che noi non sappiamo né possiamo proporre.

Non c’è modo di sapere in tempi brevi e con certezza quanti siano i professionisti del judo in Italia. Se solo penso agli atleti in forza a Carabinieri, Esercito, Guardia Forestale, Fiamme Azzurre, Fiamme Gialle, Fiamme Oro nonché a tutti gli stipendiati che ruotano intorno a queste realtà posso affermare che sì in Italia lo Stato investe molto nello sport. Questo investimento non nutre né sostiene il territorio come avviene per esempio in Croazia e Slovenia. Questi professionisti sono assunti a tempo indeterminato.

SOLUZIONI OPPOSTE

Molti club sono di piccole dimensioni, con difficoltà seguono l’agonismo. Una soluzione potrebbe essere concordare con altri club di condividere l’impegno agonistico, mettere insieme le forze. Certo non basta condividere le trasferte o scambiarsi qualche favore. Ci vuole un accordo almeno di medio periodo aperto e costruttivo. L’alternativa è pensare per i nostri atleti il trasferimento ad altro club.

Judo per tutti in un solo club. Ognuno di noi persegue obiettivi e scopi diversi. Come dice Monica per dare longevità all’agonista ci vogliono gradualità e diversificazione. Un numero elevato di tesserati (per il fvg sopra i 100) garantisce un maggior numero di agonisti e una qualità proporzionale. Se un club desidera incrementare il numero dei propri tesserati deve cercarne di nuovi e curare chi già c’è. Soprattutto deve a mio avviso considerare tutti i soci come ugualmente importanti. Ovvero il bambino non è solo uno del vivaio, l’amatore non è solo una quota e il giovane ex-agonista non è un fallito. Per rispondere alle esigenze di tutti i non agonisti bisogna attivare nuovi corsi: giovani amatori, corso di ne waza, amatori principianti e non… E’ ovvio che un corso funziona se l’insegnante è competente e motivato.

 

Gianni Maman

La mia riflessione viene in modo successivo a quelle di Monica e Milena che condivido e sottoscrivo pienamente.

PREMESSA

Le problematiche  esposte durante il dibattito sono molteplici , per i prossimi incontri sarebbe opportuno  definire meglio i temi del confronto. La discussione  proposta al corso di aggiornamento può essere più proficua se organizzata in tempi e argomenti precisi .

BREVE CONSIDERAZIONE

In questo momento particolare porrei maggiormente  l’attenzione sull’abbandono, il problema è parlarne in modo generalizzato come è avvenuto durante l’incontro, credo sia da fare un analisi attenta e differenziata soprattutto per età.  Durante il dibattito sono emersi giustamente diverse concetti, ogni fascia d’età però ha un suo periodo critico, quindi argomentare un soluzione generica è impossibile .

Quello che ho notato in modo molto netto è la scarsa autocritica che molti tecnici fanno,  durante la riunione ho sentito dare la colpa al calcio , al rugby , alle televisioni , agli enti locali ,alla federazione ecc..

Poche volte si punta il dito contro la propria didattica o al proprio aggiornamento, pochi si fanno domande sul proprio percorso tecnico, tanto meno sulla struttura di un corso. Personalmente credo molto nella specializzazione anche se per esigenze lavorative devo purtroppo gestire diverse età. Ho la fortuna di lavorare a diversi livelli e con una società che nei vari periodi dell’anno coinvolge professionisti o esperti per l’aggiornamento tecnico, tuttavia mi trovo a ragionare ogni anno sui miei limiti e i miglioramenti possibili .

Sarebbe auspicabile aumentare la formazione tecnica e supportare la specializzazione di chi vuole aggiornarsi in modo specifico.  Il mio intervento non vuole dare soluzioni alle problematiche dell’abbandono. Durante il dibattito però ho avvertito una scarsa considerazione dei mezzi judoistici nei confronti delle altre discipline. Dimentichiamo spesso che il judo ha molte sfaccettature che possono essere espresse a tutte i livelli e a tutte le età .

La nostra disciplina ha dei punti forti che altre non hanno. Il problema rimane sempre lo stesso:  siamo in grado come tecnici di percepirli come vantaggi? Abbiamo le conoscenze tecniche  per offrire al judoka che abbiamo davanti una visione completa del judo? Sappiamo offrire valide alternative tecniche a tutti i livelli?

 

La motivazione e la competenza del tecnico non sono così scontati , molto spesso però non sono collegati.

riportando le parole di Monica  :

Metterci impegno, abnegazione, entusiasmo (sicuramente duro da mantenere, lo so) e fornire continuamente nuovi stimoli e nuovi obiettivi ai ragazzi e a se stessi.

Credo che un buon tecnico debba lavorare su se stesso per dare obiettivi e stimoli a tutti i livelli in modo continuo e sempre più competente.

L’aria dei mondiali di kata porta a Pordenone la cultura giapponese

Pordenone, 7 settembre 2012. I campionati mondiali di judo kata che si svolgeranno a Pordenone dal 20 al 23 settembre sono stati l’elemento catalizzante per organizzare eventi dedicati alla cultura giapponese. Oggi, amministratori, pubblici, curatori, rappresentanti di associazioni sportive e culturali sono intervenuti negli spazi espositivi di Via Bertossi per presentare gli eventi in programma. Introducendo la conferenza stampa il Sindaco Claudio Pedrotti ha evidenziato che le numerose iniziative proposte sono l’esempio della contaminazione tra diverse discipline  e ha espresso il proprio apprezzamento all’organizzazione per esser riuscita a portare a Pordenone  un evento sportivo di portata internazionale dopo che questo è stato ospitato in città ben più grandi, come Budapest e Francoforte. E’ stato poi Edoardo Muzzin della Polisportiva Villanova Judo Libertas a illustrare gli aspetti tecnici della competizione. L’assessore alla cultura Claudio Cattaruzza ha parlato di un progetto a valenza multiforme, dove si incontrano e si intrecciano la competizione sportiva e gli aspetti culturali che approfondiscono la conoscenza di altre culture. Con queste iniziative si è giunti a concretizzare il cosiddetto “sistema” dove istituzioni, associazioni culturali e società sportive collaborano e agiscono in modo corale per raggiungere obiettivi comuni. L’Assessore all’Istruzione Ines Flavia Rubino, ha detto che lo sport grazie alla sua mobilità e internazionalità deve essere veicolo di cultura e dopo aver ricordato alcuni aspetti contaminativi del Giappone sulla nostra società (i manga, il kito dei samurai, gli aspetti gastronomici) ha illustrato altre iniziative collaterali dedicate in particole al mondo della scuola, dai laboratori di ceramica, all’origami, alle tradizioni della cultura giapponese. Ed infine la curatrice della mostra fotografica “I Patrimoni Unesco in Giappone” Paola Voncini, ha spiegato il criterio con cui è stata allestita. Una settantina di scatti  immortalano alcuni aspetti della millenaria cultura giapponese dai templi e santuari shintoisti alle immagini dedicate alla natura protetta, alla quotidianità di quella civiltà millenaria. Inoltre è stato riprodotto un giardino Zen e sistemate alcune teche con vasi e piatti giapponesi. La mostra è realizzata dall’Assessorato alla Cultura Comune di Pordenone assieme alla Polisportiva Villanova, con la collaborazione dell’Istituto Giapponese di Cultura in Roma (Japan Foundation) il sostegno di Jacuzzi ed il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano. Collaborano l’Associazione Amici della Cultura e Sakura Bonsai Club di Pordenone. A corollario di queste sono in calendario anche altre iniziative, dalla presentazione del libro del maestro Naoki Murata “La mente prima dei muscoli”, inserito nel calendario  di  Pordenonelegge, alle letture poetiche con Carla Manzon, dai viaggi gastronomici  alle dimostrazioni delle tecniche bonsai.

Presentati a Pordenone i Mondiali di kata da record

Pordenone, 5 settembre 2012. Prima ancora di iniziare il campionato del mondo di judo, specialità kata, in programma a Pordenone il 22-23 settembre ha già battuto un record! Si tratta del record di partecipazione che, come annunciato nell’ambito della conferenza stampa di presentazione che si è tenuta a Pordenone nella sede della Provincia, vedrà in competizione oltre trecento specialisti di almeno trenta nazioni. È questo infatti, il dato raggiunto dalle iscrizioni registrate fino ad ora, ed è superiore alle tre precedenti edizioni iridate, che si sono disputate a Malta 2009 (168 atleti, 24 nazioni), Budapest 2010 (212-28) e Francoforte 2011 (242-26). Un’affluenza che ha sorpreso anche la federazione internazionale judo (IJF), che per la prima volta registra al mondiale di kata nazioni africane quali Libia, Kenia, Sudafrica, Sierra Leone, Gambia e ha indotto il comitato organizzatore a ritoccare l’orario delle finali nella prima giornata di gare, sabato 22, posticipandolo dalle 14.30 alle 16. In un contesto così prestigioso l’Italia è pronta a fare la sua parte e la composizione della squadra azzurra, presentata dal responsabile nazionale del settore kata Stefano Stefanel, è composta da venti coppie. NAGE NO KATA: Diego Tommasi-Enrico Tommasi; Alessandro Furchì-Michele Battorti; Luigi Rizzo-Edorado Rizzo; KATAME NO KATA: Andrea Fregnan-Stefano Moregola; Elio Paparello-Nicola Ripandelli; Valter Sella-Sergio Rizzi; Micaela Costa-Andrea Sudetti; JU NO KATA: Ilaria Sozzi-Marta Frittoli; Antonio Mavilia-Giovanni Tomarchio; Marco Calugi-Martina Calugi; KIME NO KATA: Giacomo De Cerce-Pierluca Padovan; Rocco Romano-Gaetano Castanò; Andrea Faccioli-Alessandro Costantini; Roberto Terrasi-Giovanni Gandolfo; KODOKAN GOSHIN JITSU: Ubaldo Volpi-Maurizio Calderini; Marika Sato-Alfredo Sacilotto; Marco Dotta-Marco Durigon; Stefano Dal Molin-Luca Cavalleri; Enzo Calà-Fabio Polo; Elena Cazzola-Alessandro Gavin. Grande sintonia negli interventi del presidente della Provincia Alessandro Ciriani, del vicesindaco di Pordenone Renzo Mazzer e del presidente del Coni locale Lorenzo Cella, che hanno sottolineato il particolare apprezzamento per il coinvolgimento delle scuole e l’inedita connessione fra sport e cultura. Fra le iniziative del comitato organizzatore infatti, è previsto il coinvolgimento degli alunni degli Istituti Comprensivi per assistere alle finali, di 50 studenti del Liceo Leopardi-Majorana che collaboreranno come volontari, la collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune per la mostra Il patrimonio mondiale Unesco in Giappone e la presenza a Pordenonelegge con Naoki Murata, maestro e componente del Kodokan Judo Scientific Research Group, che interverrà giovedì 20 settembre nell’Auditorium della Regione per commentare il libro “La mente prima dei muscoli”, scritti di Jigoro Kano, il fondatore del Judo.

Torneo delle Regioni al Veneto, definita l’Italia per i Mondiali di kata a Pordenone

Jesolo, 2 settembre 2012. Per un punto il Veneto si è aggiudicato il Torneo delle Regioni di kata che si è disputato nel Palazzetto dello Sport “Cornaro” a Jesolo. A farne le spese è stato il Piemonte, che ha meritato la piazza d’onore, seguito al terzo posto dall’Umbria e dal Friuli Venezia Giulia, quarto a pari punti. La gara, che ha incluso anche la Coppa Italia, ha completato le sei prove valide per il circuito nazionale Grand Prix di kata, definendo così la formazione della rappresentativa dell’Italia in occasione dell’imminente Campionato del Mondo in programma a Pordenone il 22-23 settembre.

Le classifiche delle gare a Jesolo

Torneo delle Regioni

Nage no kata

1) Alessandro Bucer-Stefano Bucer  (FVG)

2) Gianluca Giolino-Elena Cazzola (Piemonte)

3) Michele Marogna-Michele Barbieri (Veneto)

Kime no kata

1) Andrea Faccioli-Alessandro Costantini (Veneto)

2) Antonio Cartellà-Vincenzo Perri (Piemonte)

3) Mauro Basso-Francesco Smiroldo (FVG)

Katame no kata

1) Stefano Proietti-Alessandro Varazi (Umbria)

2) Alessandro Pisa-Onelio Maffuccio (Lazio)

3) Nicola De Bartolo-Giulio Valente (Puglia)

Kodokan goshin jitsu

1) Gianluca Dalla Valentina-Michele Capparella (Veneto)

2) Teodoro Argento-Lucio Mavilia (Sicilia)

3) Roberto Gabutti-Alberto Nota (Piemonte)

Ju no kata

1) Antonio Mavilia-Marco Russo (Sicilia)

2) Susan Ruddle-Davide La Motta (Piemonte)

3) Diego Vicentini-Enrico Tommasi (Veneto)

Itsusu no kata

1) Mauro Bisi-Mourad El Mehdi (Judo Club Reggio Emilia)

2) Nicola Magro-Andrea Giani Contini (Toscana)

3) Sergio Rizzi-Valter Sella (Piemonte)

Koshiki no kata

1) Maurizio Scacco-Marika Sato (Judo Azzanese)

2) Luigi Michele De Maria-Vittorio Scozzi (Baycco Tai Sanremo)

Judo Show

1) Toscana (Marco Nardi, Lorenzo Lavaggi, Matteo Nocchi)

Coppa Italia

Nage no kata

1) Edoardo Rizzo-Luigi Rizzo (Yama Arashi Salerno)

2) Mauro Collini-Tommaso Rondini (Judo Club Faenza)

3) Barbara Cazzoli-Arianna Pozzi (Laus Landriano)

Kime no kata

1) Riccardo Terrasi-Giovanni Gandolfo (Sicilia)

2) Lucio Luceri-Luigi Zito (Olimpia Lizzanelli-Nippon Martano)

3) Nicola Magro-Andrea Giani Contini (Toscana)

Katame no kata

1) Michele Battorti-Mattia Tajariol (Pol.Villanova)

2) Micaela Costa-Abdrea Sudetti (Toscana)

3) Roberto Nulvesu-Mirko Corbia (Sardegna)

Kodokan goshin jitsu

1) Enzo Calà-Fabio Polo (Kuroki Tarcento)

2) Cesare Amorosi-Luca Mainardi (Accademia Judo Casalecchio)

3) Laura Tosti-Leonardo Angelini (Judo Kwai Amiatino)

Ju no kata

1) Monia Castelli-Sara Barboglio (Kodokan Cremona)

2) Roberto Bibolotti-Luca Benelli (Toscana)

3) Stefania Martino-Mauro Bisi (Judo Club Reggio Emilia)

 

La squadra azzurra per i Mondiali a Pordenone

NAGE NO KATA

Diego Tommasi-Enrico Tommasi; Alessandro Furchì-Michele Battorti; Luigi Rizzo-Edorado Rizzo

KATAME NO KATA

Andrea Fregnan-Stefano Moregola; Elio Paparello-Nicola Ripandelli; Valter Sella-Sergio Rizzi; Micaela Costa-Andrea Sudetti

JU NO KATA

Ilaria Sozzi-Marta Frittoli; Antonio Mavilia-Giovanni Tomarchio; Marco Calugi-Martina Calugi

KIME NO KATA

Giacomo De Cerce-Pierluca Padovan; Rocco Romano-Gaetano Castanò; Andrea Faccioli-Alessandro Costantini; Roberto Terrasi-Giovanni Gandolfo

KODOKAN GOSHIN JITSU

Ubaldo Volpi-Maurizio Calderini; Marika Sato-Alfredo Sacilotto; Marco Dotta-Marco Durigon; Stefano Dal Molin-Luca Cavalleri; Enzo Calà-Fabio Polo; Elena Cazzola-Alessandro Gavin