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Day 8 agosto 2012

Le Olimpiche emozioni di Elisabetta Fratini

Udine, 8 agosto 2012. Non ci sono vittorie, né sconfitte nell’Olimpiade che Elisabetta Fratini ha appena concluso a Londra, ma tante, tantissime emozioni. Quarantasette anni, di Spilimbergo, Elisabetta è 3° dan di judo ed insegnante tecnico del Judo Club Fenati, ma il suo ruolo olimpico non è stato quello di dare suggerimenti a bordo tatami, ma di componente del Computer Team, la squadra informatica che per 4 anni ha accompagnato il circuito mondiale del judo ed è stata chiamata a supervisionare le gare olimpiche. L’Olimpiade di Elisabetta dunque, è stata vissuta in prima fila, a contatto con gli atleti, con le loro emozioni, a due passi dalle loro prodezze.

Quali le emozioni più forti vissute a Londra?

«Anzitutto l’emozione di ritrovare tutti gli atleti anche nel loro impegno più importante, la mattina in sala riscaldamento, 4 chiacchiere con loro, una foto, un abbraccio. Uno scambio di emozioni che è stato la parte più bella in assoluto. E poi godersi la gara a due passi dal tatami, assistere ai molti match dai pronostici scontati completamente stravolti, le lacrime di gioia e quelle di rabbia…». «E poi leggere la gioia negli occhi di Wodjan (Shaherkani, ndr), la ragazzina araba ammessa alle gare con un copricapo, prima donna del suo paese alle Olimpiadi. Una vicenda che ho visto nascere e seguito da vicino. Il padre di Wodjan, a Londra come arbitro, è mio amico, ma tutto è stato un fatto straordinario, che va molto al di là dello sport stesso». «La sesta giornata di gare poi, è stata straordinaria. Se avessimo scritto un copione per la commedia, non sarebbe potuta venire meglio di una realtà che ha visto realizzare il grande successo della Russia e la prima medaglia per la Gran Bretagna proprio il giorno in cui si sono seduti in tribuna d’onore Vladimir Putin e David Cameron. E poi il sorriso di Ezio (Gamba, head coach della Russia, ndr), era da tempo che non lo vedevo così felice, e lo capisco, perché quello della Russia non è stato un exploit, ma il risultato di un lavoro intenso, continuo, faticoso, fatto di scelte non sempre facili che ha portato i ragazzi a volerlo fortemente, arrivando tutti uniti, coesi ed alla fine raggianti per il grande risultato. Bellissimo anche l’incontro a microfoni spenti con i medagliati al termine delle conferenze stampa e dei controlli antidoping, 5 minuti a rilassarsi e ridere con noi, momenti unici!»

E le emozioni per gli azzurri?

«Felice per Rosalba (Forciniti, terza nei 52 kg, ndr), come non esserlo. Ero con lei anche quando vinse gli Europei U20 a Sarajevo nel 2003, ma il dispiacere di non vedere Elio (Verde, ndr) sul podio è stato veramente grande, perché ha fatto una gara magnifica, avrebbe meritato la medaglia, peccato veramente».

Emozioni, ancora emozioni, ma Elisabetta Fratini si è portata da Londra anche un’altra cosa, la convocazione per le Paralimpiadi. Si torna nell’ExCel dunque, dal 30 agosto all’1 settembre. Buon viaggio Elisabetta!